Intervista a Beretta Associati - Progettare in Italia e all'estero

La grande attenzione per il dettaglio esportata come esempio dello stile italiano: un primato porgettuale che si scontra con la complessità burocratica sul territorio nazionale.

Modulo: Fare architettura è sempre stato complicato in Italia?

Gianmaria Beretta: Fare Architettura è complicato come fare gli altri mestieri. Non è “difficile” di per sé, è appassionante. La complessità burocratica però è tale che, in certi casi, umilia la professione. L’amministrazione pubblica, forse costretta dalla furbizia tipica di questo Paese, agisce con continue circolari interpretative che rendono molto difficile una lettura organica degli strumenti urbanistici. Gli altri due temi importanti sono gli aspetti della conservazione e quelli relativi alle bonifiche ambientali. Le soprintendenze, tra l’altro, hanno il grande merito di aver conservato i nostri centri storici meglio di quelli degli altri paesi europei, forse con un’intransigenza che non dà spazio al dialogo. Le bonifiche ambientali, assolutamente necessarie, spesso generano delle tempistiche che possono mettere in difficoltà un investimento immobiliare.

Modulo: Partecipate a concorsi? quale la restituzione in termini di investimento economico? E di immagine? Partecipare ai concorsi è una conditio sine qua non per uno studio di architettura?

Gianmaria Beretta: Partecipiamo solo a concorsi a inviti. In generale i concorsi sono anti economici per uno studio e, a volte, formulati in modo confuso. Per uno studio di architettura è comunque utile partecipare per ragioni di visibilità istituzionale e perché il concorso sviluppa lo spirito di corpo, stimola il gruppo e diventa un momento di aggregazione e integrazione.

Modulo: Si può parlare di milanesità con frequenti divagazioni fuori porta, nazionali e internazionali, per il vostro percorso storico? 

Gianmaria Beretta: Il mio esordio è stato milanese, profondamente milanese, tanto che la prima memoria da progettista mi rimanda all’allestimento di Natale Idea della Rinascente (1964), appena laureato. A quello, sono seguiti altri incarichi professionali nell’ambito dell’allestimento. Un inizio in proprio “per caso” che si è evoluto nel corso del tempo, sconfinando tipologicamente in tutti gli ambiti dell’architettura e del design e geograficamente fuori da Milano, pur conservandone la matrice intellettuale e di stile. Oggi lavoriamo tantissimo all’estero, forse il 50% della nostra attività come interior designer si svolge fuori dai confini nazionali, in Europa, ma non solo. Ed esportiamo il “modello milanese”, per quanto riguarda il retail ad esempio, con facciate moderate ed eleganti, qualificando un “modello europeo di città”.

Roberto Beretta ha iniziato la propria esperienza professionale impegnandosi nella direzione artistica per importanti aziende del design. Questa esperienza, trasferita nello studio, ha determinato un’attenzione per il dettaglio e per la soluzione tecnico-costruttiva. Un trasferimento di metodo che dà luogo a una progettazione rigorosa, che inventa e risolve ogni più piccolo particolare, senza lasciare nulla in sospeso. 
Progettista: BERETTA ASSOCIATI