Pubblicato il 13 maggio 2014

Housing sociale, volano di rilancio per l'immobiliare?

Coinvolge le amministrazioni locali, le associazioni di affittuari, piace ai costruttori e agli sviluppatori di grandi progetti che vengono commercializzati a mercato libero. Perchè serve da traino ai progetti, consentendo anche a gruppi bloccati nel pantano di un mercato stagnante di proseguire i lavori, purché, ovviamente, sia garantita la sostenibilità economica dell'operazione. 

La media europea di costruzioni di housing sociale si aggira attorno al 20%, in Italia si aggira intorno all'8%, con una previsione di cirac 10.000 per il 2014.
A Milano tutti i progetti di sviluppo urbanistico o di costruzione immobiliare a prevalenza residenziale devono contenere, per Pgt, una percentuale di volumi dedicati al social housing (variabile, ma la media dei progetti misti si attesta attorno al 12,5-15%). Stesso discorso in Liguria, dove però, in molti comuni, il social housing non viene conteggiato a scomputo degli oneri di urbanizzazione, creando una situazione al limite del vessatorio per i developer. A Roma, la giunta capitolina ha recentemente annunciato l'intenzione di sbloccare ingenti investimenti per la realizzazione di alloggi in housing sociale. 

“Si tratta di interventi fondamentalmente di parternariato pubblico-privato – spiega ancora Pavesi del Politecnico di Milano – che devono quindi garantire una sostenibilità economica, per la cui realizzazione è fondamentale l'apporto di competenze tipiche del mondo cooperativo o comunque del terzo settore”. (Fonte Monitor immobiliare).