Pubblicato il 9 maggio 2018

Gli esiti del concorso per l’InnovationSquare Center di Mirafiori

Superare il pregiudizio secondo il quale il concorso di architettura è uno strumento oneroso e lungo che non si addice al privato e presentare un’esperienza di successo torinese è l’obiettivo dell’incontro dal titolo “Lavorare bene, lavorare meglio. Architetti e concorsi privati di progettazione per spazi produttivi di qualità”.
È stata descritta una nuova procedura concorsuale studiata dalla Fondazione per l’architettura e dall’Unione Industriale in modo specifico per il mondo imprenditoriale e sono stati resi pubblici gli esiti della prima fase del concorso indetto dal gruppo Sigit per la creazione dell’InnovationSquare Center a Mirafiori: i 4 progetti selezionati e i 4 gruppi di progettisti che dialogheranno con il committente per la conversione della storica sede della tipografia Mario Gros di corso Orbassano. Aziende e imprese devono anticipare e rispondere a costanti impulsi di innovazione tecnologica, aggiornamento di modalità di lavoro, adeguamento normativo, riposizionamento di mercato e revisioni della propria immagine. 

Tutto questo ha evidenti ricadute sugli spazi della produzione e sul processo di continua manutenzione ambientale.
Fondazione per l’architettura / Torino e Unione Industriale hanno collaborato per la messa a punto e la promozione di un modello di concorso di progettazione per privati, nella convinzione che lo strumento concorsuale stimoli la creatività e renda possibile il confronto di proposte progettuali diverse, garantendo qualità nel processo e negli esiti. È
 una nuova procedura di selezione rivolta ai privati, che permette di mediare tra la volontà di garantire trasparenza nella selezione e la necessità di avere tempi ristretti e costi ridotti: in circa due mesi e mezzo consente di arrivare alla definizione dell’impostazione progettuale, tempi paragonabili a quelli dell’affidamento fiduciario.Prevede un concorso di progettazione in due fasi che in parte segue il modello del Codice degli Appalti, ma si prende alcune libertà per garantire procedure più snelle. Una prima fase aperta, con richieste poco onerose per i professionisti, al termine della quale vengono selezionati quattro raggruppamenti che, rompendo l’anonimato, vengono invitati nella seconda fase a dialogare con la committenza per instaurare un rapporto di fiducia: convincere la commissione della bontà della proposta e delle proprie capacità e ottenere indicazioni per migliorare l’approfondimento progettuale nella seconda fase. I candidati selezionati ricevono la stessa retribuzione; il vincitore inoltre ottiene l’incarico ed è chiamato a guidare il gruppo di progettazione individuato dal committente fino alla fase di cantiere.

“Crediamo” affermano il presidente dell’Ordine degli Architetti di Torino Massimo Giuntoli e della Fondazione per l’architettura / Torino Alessandro Cimenti“sia giunto il tempo di superare il pregiudizio secondo cui la selezione attraverso un concorso sarebbe più lunga di un affidamento diretto: la nuova procedura che abbiamo definito insieme al gruppo di programmatori che compongono l’ufficio concorsi della Fondazione consente al tempo stesso di estendere la platea di partecipanti e di garantire tempi e costi ridotti per rispondere alle esigenze del committente privato. Inoltre pur garantendo l’anonimato e quindi consentendo una procedura aperta, il dialogo tra i finalisti e il committente durante la seconda fase consente all’ente banditore di instaurare un rapporto fiduciario con il progettista che sarà incaricato dell’opera.” 

Il presidente degli industriali torinesi Dario Gallina sottolinea che “oggi le aziende vivono in un ambiente che trasferisce molte sollecitazioni, anche per quanto riguarda la loro immagine.Sono quindi molto più attente, rispetto al passato, a quanto possono comunicare anche attraverso le loro sedi aziendali, senza naturalmente tralasciare l’attenzione che i luoghi di lavoro devono riservare ai temi della sicurezza e del benessere ambientale. La realizzazione di ambienti di lavoro esteticamente pregevoli, che sappiano coniugare funzionalità e confort influenzano positivamente le performance di chi in essi vi lavora, stimolando una maggiore creatività ed una più elevata produttività”. 

Questa procedura è stata sperimentata a fine marzo dal gruppo Sigit per il concorso di progettazione riservato agli under 40 per realizzare a Mirafiori l’InnovationSquare Center, un nuovo polo di innovazione attraverso la riqualificazione della storica sede della tipografia Mario Gros di corso Orbassano realizzata negli anni Sessanta su disegno di Gualtiero Casalegno, in disuso da una decina di anni.
Una procedura che ha riscosso grande attenzione: il bando è stato scaricato 1072 volte, sono stati presentati 49 progetti, cui hanno lavorato 181 professionisti.

Durante l’incontro sono stati proclamati i 4 gruppi di progettazione finalisti:

- Andrea Basile 
- Francesco Vaj (capogruppo), Federico Degioanni, Chiara Gea, Claudio Fluttero, Luca Fabbian, Rocco Creazzo
- Tiziana D’Angelantonio (capogruppo), Simone Moggia, Giulio Pons
- Matteo Benigna (capogruppo), Matteo Cecchi, Diego Collini, Marco Gatti, Giovanni Manzoni
Categorie: Architettura