Flockr Pavilion: un padiglione temporaneo a Beijing

Compresso dalle possenti volumetrie degli edifici terziari, sistemato tra le porzioni residuali delle loro terrazze basamentali, schermato dall’ombra perpetua delle loro infinite proiezioni: il Flockr Pavilion sarebbe letteralmente schiacciato da un contesto di scala XL se non traducesse alla lettera il motto con cui è internazionalmente conosciuto il più acclamato festival delle arti cinesi. “Geti t louder” è la missione di questo piccolo “utero” urbano che cerca di farsi spazio nella foresta di segni della città di Pechino, diventando una meta all’interno del suo intricato labirinto spaziale. Il padiglione temporaneo si impone con la sua forma curvilinea, la sua pelle cangiante violacea, il suo giogo di rifrazioni luminose. All’interno della piazza incavata tra le torri uniformi, questa struttura sinuosa progettata dallo studio SO – IL diviene una sorta di ametista, una preziosa pietra catalizzatrice di supporto all’evento semestrale che raccoglie designer nazionali e stranieri, artisti, scrittori, cineasti. Il Flockr Pavilion è l’hub centrale, una materia iridescente concretizzata per mezzo di una struttura di 56 sottili aste di acciaio sulle quali sono posizionate le migliaia di lastre colorate a specchio.  I pannelli seguono la direzione del vento, si muovono, ondeggiano. La pelle è cinetica, sperimentale  e restituisce alla città un modello dinamico di migliaia di riflessi tremolanti.
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