Efficienza energetica e patrimonio costruito

L’efficienza energetica è argomento molto discusso. Ciò nonostante non sono numerosi i testi, almeno in lingua italiana, dedicati ad affrontare la questione del miglioramento delle prestazioni energetiche del patrimonio storico, particolarmente di quello sottoposto a tutela per la sua importanza e di quello di speciale delicatezza compreso nei centri storici, che costituisce il vero tessuto di qualità nel nostro paese. Questa carenza è stata la prima ragione che ha mosso il progetto del libro. La seconda è legata alla considerazione che il tema qui discusso faccia strettamente parte del progetto di conservazione degli edifici antichi, che necessitano per la natura propria degli oggetti su cui si interviene, di operazioni strettamente commisurate e compatibili. La terza ragione è la profonda affinità che sussiste tra cultura della conservazione e cultura della sostenibilità. 
Il taglio scelto non è quello più consueto del manuale, in cui sono disponibili precise soluzioni tecniche da applicare; si è infatti preferita una logica più prossima a quella di una “guida” alle scelte da compiersi in vista di futuri interventi di adeguamento. 
Il libro è diviso in due sezioni per prospettare l’inquadramento della tematica e far seguire ad esso proposte di intervento che esemplifichino le possibilità applicative, entro una logica di attenzione all’edilizia esistente. La parte dedicata alla presentazione dei casi studio ha la funzione, quasi espediente retorico, di dimostrare, dopo la trattazione teorica, che è possibile raggiungere l’obiettivo auspicato di coniugare tutela e maggiore efficienza. Ma la divisione è anche frutto di un’altra evidente necessità: quella di dover bilanciare ragionamenti generali con l’esame di esempi specifici nei quali analisi e scelte di intervento, data l’infinita vastità dei casi reali, si prospettano sempre come unici. 
La prima parte ha inizio dall’analisi del quadro normativo da cui emerge la sottovalutazione delle caratteristiche di manufatti nati per sfruttare al meglio le possibilità insite nelle tecniche costruttive un tempo disponibili e nel rapporto con l’ambiente circostante. Per questo motivo se ne richiamano i principi costruttivi. Segue la trattazione del comportamento termofisico dell’edilizia esistente, esaminato in rapporto a quanto viene oggi richiesto per il calcolo del fabbisogno energetico. Il passo successivo è l’analisi delle tecniche di valutazione energetica applicate al patrimonio storico, confrontando procedure di certificazione e di diagnosi. Queste ultime sono però ad oggi pensate per edifici di nuova costruzione, e dunque poco accurate nella stima delle prestazioni di architetture caratterizzate da differenti - peraltro ben note – peculiarità. Un ulteriore approfondimento è legato all’analisi dei nodi “critici” dal punto di vista degli scambi termoigrometrici con l’ambiente, che possono generare condizioni di rischio per la conservazione, e che risultano sfidanti per il miglioramento energetico. Non poteva poi essere omesso un capitolo dedicato agli interventi, con lo scopo non di prospettare abachi di tecnologie disponibili, quanto di esaminare il ventaglio delle possibilità oggi offerte, rispetto alla loro compatibilità ed efficacia nell’applicazione all’edilizia storica. 
È sembrato inoltre opportuno chiarire il ruolo e i compiti attribuiti al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali esplicati attraverso provvedimenti volti a conformare e regolare diritti e comportamenti inerenti il patrimonio culturale. Chiude la prima parte un riesame del quadro delineato, per ripercorrerne le criticità e tentare di proporre correttivi, nella prospettiva di accogliere la sfida del miglioramento energetico anche del patrimonio costruito storico, senza però inutili sacrifici che causerebbero un’inopinata diminuzione dei suoi valori. 
Nella seconda parte vengono presentati vari casi studio che considerano aspetti importanti e complementari tra loro, sia per quel che riguarda la scala più vasta, che quella del singolo edificio. Nella diversità di esperienze e di proposte emerge come generale consonanza la necessità di avere, quale requisito fondamentale per poter intervenire in forma appropriata, quello della conoscenza di ciò che si ha di fronte, e la dimostrazione dell’esigenza di trovare interventi ad hoc evitando “automatismi” che non possono avere spazio nell’ambito qui considerato. 

Elena Lucchi è architetto, dottore di ricerca in Tecnologia e Progetto per la Qualità Ambientale a scala Edilizia e Urbana e docente incaricato presso il Politecnico di Milano e l’Università degli Studi di Milano. Assegnista di ricerca presso il Politecnico di Milano a partire dal 2005, attualmente è Senior Researcher presso l’Istituto per le Energie Rinnovabili dell’Accademia Europea di Bolzano (EURAC). Si occupa di diagnosi, di riqualificazione energetica e ambientale, di conservazione preventiva e di tecniche diagnostiche strumentali non distruttive, in particolare applicate agli edifici storici. 

Valeria Pracchi è architetto specializzato in Restauro dei Monumenti, dottore di Ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici, ora professore Associato di Restauro architettonico presso il Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle costruzioni e Ambiente costruito (ABC – Architecture, Built environment and Construction engineering) del Politecnico di Milano. Affianca ad attività di studio - tradotta in numerose pubblicazioni legate a ricerche di taglio ora teorico, ora sperimentale sulle tematiche della città esistente, della tutela del paesaggio, delle tecniche costruttive storiche - la didattica e la pratica professionale.

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ISBN: 8838762604
Collana: Politecnica
Edizione: 1
Copyright: Ottobre 2013
Tipo Prodotto: Volume
Pagine: 336
Formato: 21x25