ARCHITETTURA - Dopo 30 anni è stato completato il Cretto di Gibellina di Alberto Burri

L'opera ha congelato nel cemento i resti della città dopo il sisma.

Il “Grande Cretto”, forse l’opera più importante di Burri, è il segno della rinascita di Gibellina, distrutta dal terremoto del 1968. La città fu rifondata grazie all’apporto di numerosi architetti e artisti in un luogo diverso da quello originale, ma Alberto Burri decise, al tempo, di lavorare sui resti stessi della città distrutta, critallizzandoli nello stato in cui si trovavano attraverso una gettata di calcestruzzo bianco, che replica l’impostazione urbana di Gibellina, con le sue strade, le sue piazze e gli isolati.

I lavori vennero avviati  nel 1985 e interrotti nel 1989 avendo realizzato solo i due terzi dell’opera. In occasione del centenario della nascita di Burri, la Regione Sicilia, il Comune di Gibellina, la Fondazione Palaz-zo Albizzini Collezione Burri hanno deciso di completare questa grande opera, senza eguali nel panorama artistico internazionale.

Resta, oggi, da completare il restauro della parte che fu realizzata nella prima fase: un progetto già finanziato che, oltre al restauro, prevede anche la costruzione di un visitor center che possa accogliere i turisti e offrire un luogo per informarsi sull’opera.

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