Pubblicato il 4 marzo 2014

CONVERSAZIONE CON MAURIZIO MILAN - La chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo

Modulo: Qual è stata la tua esperienza più significativa? Quella da “notte degli Oscar” …

Maurizio Milan: La chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo è stata sicuramente l’esperienza più estrema per l’uso dei materiali, per lo sviluppo delle geometria e per la ricerca delle soluzioni a problemi altamente complessi. Abbiamo affrontato una notevole complessità costruttiva in condizioni ostili (una faglia sismica che traversa l’area di intervento) con l’esigenza di mettere in sicurezza la grande quantità di persone che frequenta l’enorme aula liturgica. .
La luce è di 50 metri e su questa ampiezza abbiamo dovuto pensare allo sviluppo di un arco di pietra in grado di resistere a scosse sismiche. 
Ogni elemento dell’arco è stato precompresso, utilizzando cavi di giunzione. Ogni cinque elementi di pietra è stato inserito un dissipatore sismico (fibrorinforzato con fibre amorfe). La resistenza meccanica è pari alla metà di quella della pietra. In questo modo abbiamo studiato una sorta di “debolezza” calcolata e riparabile. 
“Risolta” la parte di pensiero, abbiamo dovuto studiare tecniche di montaggio che fossero in grado di adeguarsi alle ridottissime tolleranze concesse.
La precisa di lavorazione, del taglio della pietra, è stata un fattore fondamentale della fase esecutiva: la tolleranza consentita (+0 / -2,5 mm) concedeva un minimo margine alla colla utilizzata tra concio e concio. Non era possibile aumentare i valori, altrimenti l’arco sarebbe uscito dalla geometria. 
Il montaggio è stata effettuato in notturna, perché in diurna si sarebbe allungata troppo (per effetto della dilatazione del materiale, alluminio) l’impalcatura, causando anch’essa rischi per la geometria dell’arco.
Nella fase di progettazione il CAM ha verificato anche l’usura degli utensili utilizzati per il montaggio, perché le variazioni di usura della lavorazione, anche solo in quotidiano,  avrebbero potuto compromettere il risultato complessivo, in termini statici.
Alla fine si è arrivati a ottenere la tolleranza di 1 cm. 
Quest’ultimo monitoraggio è sicuramente stato utile per i produttori di utensili.
E’ stata utilizzata la pietra di Trani: per evitare problemi legati all’anisotropia e alla disomogeneità del materiale sono state scelte pezzature cavate a basse profondità (100 m), quindi in qualche misura più stabili e, comunque, tutti i blocchi cavati sono stati ultrasonati. Sono stati estratti 1500 pezzi tutti diversi della dimensione massima di 160x280x90 cm.


Modulo: Ma al di là dell’indiscutibile valore progettuale e ingegneristico che la Chiesa di Padre Pio rappresenta, ha senso investire una grande quantità di risorse in un assolo architettonico costruito con materiali non propriamente correnti? Un’opera sicuramente non replicabile, neppure per tecnologie e sistemi utilizzati?

Maurizio Milan: Sicuramente i cosiddetti materiali innovativi sono “più facili” perché più performanti all’origine. Tuttavia nella maggior parte dei casi, esiste una replicabilità dell’esperienza che la rende sempre preziosa, anche quando non sia immediata.
Faccio un altro esempio, il ponte progettato da Michele De Lucchi per la Triennale a Milano è fatto di lamellare di bamboo. E’stata studiata una colla adatta (quelle sul mercato, per quanto performanti sono pensate per le resinose). 
Un produttore è stato in grado di produrre una colla adeguata che è stata testata per la resistenza al taglio e per le prove di rottura, al Laboratorio dell’Università di Venezia (l’unica che si sia dichiarato disponibile in tempi ragionevoli!).
Ora il Ponte della Triennale rappresenta un’opportunità in termini comunicativi ed evocativi ed apparentemente tutto il processo di studio per rendere il bamboo lamellare e per creare un nuovo collante trova nell’opera realizzata, così particolare, il suo cul-de-sac. 
In realtà il bamboo è un’infestante che rappresenta un’ottima risorsa per le costruzioni nei paesi autoctoni e, quindi, con grandi possibilità di sviluppo.

Realizzazione: CHIESA DI PADRE PIO
Progettista: MILAN INGEGNERIA