Pubblicato il 5 marzo 2014

CONVERSAZIONE CON GIANCARLO MARZORATI - L’architetto come mediatore

Modulo: In qualunque attività c'è sempre un qualcosa che non va nel senso sperato, se poi parliamo di architettura sono molte la cause che possono portare un progetto verso esiti imprevisti e non graditi, aspetti economici, rapporti con Enti pubblici, con la committenza o i consulenti e molto ancora; se le chiedessimo di guardare anche a qualche "intoppo"?....

Giancarlo Marzorati: Su questa domanda faccio una considerazione di tipo generale: spesso accade  che si debba “limare” un progetto per una questione di costi eccessivi o che un progetto non vada a buon fine o almeno non nei tempi previsti anche per la divergenza di interessi e punti di vista  che a volte accade tra la committenza e le amministrazioni comunali. Il professionista fa da mediatore tra le due figure perché deve  redigere un progetto di un’opera in modo conforme oltre a quanto concordato con il cliente anche alle regole tecniche e alle norme giuridiche.
Per buona parte degli studenti di architettura dei primi anni ancora  l’architetto si erge come una figura isolata, eroica, libera da vincoli e destinata a concretizzare la propria anima immortale in opere di durata eterna. Naturalmente non è proprio così e prima o poi anche il giovane architetto si rende conto che il progettista deve dare sì forma ai bisogni del Committente e che la materializzazione dell’opera deve avvenire in modo competente ,senza spreco economico, con risultati espressivi significanti e quindi rappresentativi di chi l’opera l’ha voluta ma assurgere anche al ruolo di interlocutore fiduciario del committente al quale fornisce servizi di consulenza.  Soprattutto per opere di grande dimensione e complessità in cui il committente è una società  o  organizzazione a sua volta complessa che ha l’esigenza economica di recuperare rapidamente i capitali impegnati non sempre la tempistica delle sue priorità economiche  coincide con la tempistica delle Amministrazioni comunali nel prendere decisioni e pronunciarsi in merito con la conseguenza che non si arriva ad una soluzione e non si va spesso oltre al progetto di massima .
Spesso concordo con Ernesto Nathan Rogers che “Il Committente è colui senza il quale non si può fare architettura e con il quale nemmeno”.