CONVERSAZIONE CON ANDRE STRAJA Lo studio Goring e Straja

Modulo: La vostra storia professionale, nazionalità diverse, storie diverse dei soci, la scelta dell'Italia …

Andre Straja: La storia dello studio è profondamente legata a scelte familiari e personali. Ho studiato negli Stati Uniti e il mio esordio professionale è avvenuto negli States e in Francia. A Parigi ero il direttore creativo di Studios Architecture e prima avevo lavorato presso la William Turnbull Associates in California. L’anno di fondazione dello studio è il 1997, un anno dopo essermi trasferito a Milano da Parigi. 
Ad oggi lo studio possiede sedi a Milano, Roma e San Francisco e ha un team di oltre 30 persone nella sola Italia. Oltre a Jim Goring, insieme a me socio fondatore, si sono aggiunti nel tempo, come partner, Lenka Lodo, marketing manager e Giacomo Sicuro, architetto e designer.
La scelta di aprire uno studio in Italia, è stata sicuramente coraggiosa: nel Belpaese ci sono più architetti pro capite che negli Stati Uniti e non è certo luogo in cui ci si possa appellare alla meritocrazia. All’inizio, la ricerca di un collaboratore italiano, mi portò a lavorare con una società di ingegneria che era anche un’impresa di costruzioni. Poi il sodalizio si sciolse e subentrarono prima Giacomo Sicuro e poi Lenka Lodo.

Modulo: Un'architettura molto attenta alla tecnologia e alla sostenibilità, ma senza che questa venga esibita, diventi segno troppo evidente. Una certa predisposizione al "leggero" e alla trasparenza. Possono essere queste le caratteristiche della produzione dello studio?

Andre Straja: La premessa della risposta al quesito è che siamo tutti “vittime” delle nostre aspirazioni. L’architettura che produciamo esprime ciò che noi siamo, nel nostro caso le nostre architetture sono le riflessioni del gruppo di lavoro. Credo che il nostro gruppo produca un’architettura coraggiosa che si esprime con modalità forti nonostante o – perché no? – grazie ai budget limitati. E non si tratta di una situazione estemporanea legata alla crisi … anche nei cosiddetti “tempi buoni”, negli anni lontani dalla crisi che ha duramente colpito il mercato dell’edilizia, lavorando in periferia, avevamo a disposizione budget limitati. La nostra “mission” è quella di conciliare tutte le esigenze, architettoniche formali, di manutenibilità e ciclo di vita dell’edificio, di efficienza energetica, creando valore per il cliente. La sfida è sempre la stessa, realizzare qualcosa di forte, “lasciare il segno” in modo architettonicamente e ambientalmente responsabile … con pochi soldi.


da Modulo n. 388
Progettista: GAS STUDIO