Pubblicato il 11 aprile 2014

RESIDENZE TEMPORANEE A FIRENZE Modulo chiede a Vincenzo Esposito

Modulo: In Italia, i diversi approcci all’industrializzazione/prefabbricazione storicamente non hanno mai portato risultati significativi né come rapporto costi/benefici e ancor meno come esiti formali: pensiamo alle realizzazioni anni ’80, telai prefabbricati, pannelli alla francese, sistemi tridimensionali parziali, etc; poi  queste metodologie sono state abbandonate e si sono adottati altri modelli costruttivi. Questa “rinascita” come si situa in questo contesto e quali prospettive si aprono?

Vincenzo Esposito: Noi siamo partiti con l’obiettivo esplicito di dare risposta al tema della residenza temporanea, durante la fase di cantierizzazione, degli abitanti degli alloggi interessati da programmi di demolizione e ricostruzione. Nel caso specifico la demolizione di un complesso e.r.p. per 64 alloggi ubicato nella zona ovest di Firenze, realizzato negli anni ’50 e oggi in cattive condizioni statiche, oggetto di un programma di rigenerazione urbana che porterà alla realizzazione ex novo di circa 80 alloggi ad “energia quasi zero”. L’idea era quella di minimizzare i disagi degli inquilini, facendoli risiedere in alloggi temporanei, di veloce realizzazione, quindi prefabbricati in stabilimento per moduli tridimensionali prefiniti, di impatto limitato sul terreno, reversibili,  in grado quindi di venire “appoggiati” su aree non vocate all’edificazione ma a standard (piazze, parcheggi, giardini, …) quindi con permesso temporaneo e da rimettere in pristino una volta terminato l’utilizzo e smontato il fabbricato.
Sin dal primo momento ci siamo dati l’obiettivo di realizzare un vero e proprio condominio, prefabbricato, in legno, montabile e smontabile. La scelta di sperimentare la via dell’edificio in linea pluriplano (tre piani f.t.) era obbligata dalla necessità di economizzare al massimo il terreno, tenuto conto che stavamo lavorando per realizzare manufatti da utilizzare quali volano delle operazioni di rigenerazione urbana, e quindi con pochissimo (e preziosissimo) spazio a disposizione.
Prima di bandire la gara d’appalto per l’affidamento dei lavori di prefabbricazione e montaggio degli alloggi, abbiamo testato la fattibilità dell’operazione, con la realizzazione di un prototipo, che è stato montato nel piazzale di fronte agli alloggi da demolire, completo degli arredi, che ha dato modo agli inquilini di toccare con mano la qualità degli alloggi temporanei, fugando anche molte perplessità che l’idea di alloggi temporanei prefabbricati aveva ingenerato (noi parlavamo di alloggi temporanei e gli inquilini, ma anche qualche amministratore, pensava alle baracche o ai container …).
Il prototipo è servito per verificare la fattibilità della prefabbricazione in stabilimento secondo i principi propri della catena di montaggio e la trasportabilità e montabilità/smontabilità dei moduli, senza danni.
In realtà la sfida più dura è stata il passaggio dal prototipo di alloggio unifamiliare al condominio pluriplano, mantenendo le caratteristiche di facile montabilità e, soprattutto, smontabilità. La chiave di volta del progetto sta nel sistema di connessione tra i moduli, che deve risultare efficace e rispondere alle normative in materia di statica e di sismica (il progetto esecutivo è stato ovviamente depositato all’Ufficio del Genio Civile) ma al contempo poco invasivo, in modo da non complicare le operazioni di completamento da fare in cantiere. Il tema è quello di avere agganci precisi, con tolleranze minime (altrimenti al terzo piano f.t. si avrebbe l’effetto Torre di Pisa! …), dimensionati in modo da rispondere in pieno alle norme per le strutture antisismiche, facili da montare e altrettanto facili da smontare, senza “distruggere” l’alloggio, ma semplicemente rimuovendo una serie di sportelli appositi inseriti nelle pareti, sganciando e svitando le connessioni.
I 18 alloggi sono stati montati in 50 giorni di lavoro effettivo, altri 20 giorni sono stati necessari per le finiture (sicuramente ripetendo l’operazione si potrà accorciare tale tempo) ma le operazioni di finitura eseguite direttamente in cantiere hanno impegnato troppo tempo. La griglia dei brise soleil, che avvolge completamente i due fabbricati, e le numerose parti rivestite da carter metallici hanno necessitato di operazioni dedicate di montaggio direttamente in cantiere.
La possibilità di rifarsi in maniera più “libera” alle architetture realizzate con i container metallici, che una volta montati sono subito pronti all’uso, è una strada da indagare con particolare attenzione nel futuro. 
Non saprei dire se i 18 alloggi temporanei su tipologia pluriplano da noi realizzati a Firenze possano testimoniare della rinascita della prefabbricazione in edilizia residenziale. Sicuramente costituiscono una risposta valida, e mi permetto di dire, quasi obbligata, alla rigenerazione urbana, quando questa comprende edifici abitati, con la necessità quindi di trasferire temporaneamente e ospitare altrove gli inquilini. In questo senso la prefabbricazione integrale di moduli abitativi  leggeri ha un futuro ed è una via quasi obbligata. Una cosa è certa, la grandissima maggioranza di coloro che ha visitato gli alloggi finiti ha esclamato “ma questi sono alloggi veri!” e qualcun altro ha aggiunto di dubitare che li smonteremo davvero! Lavorando per realizzare alloggi temporanei abbiamo realizzato una qualità abitativa da casa “normale” di nuova generazione, E’  da qui che riparte la ricerca, perché noi consideriamo  i 18 alloggi montabili e smontabili, un laboratorio, dal vero, delle idee e della capacità di CASA SpA, di intraprendere, sperimentare e fare innovazione.

Modulo: La prefabbricazione in stabilimento ha incluso tutte le componenti del progetto oppure alcune parti sono state sviluppate in opera?

Vincenzo Esposito: Il progetto è stato impostato per uscire dallo stabilimento di montaggio con moduli finiti, quindi completi degli impianti, dei sanitari, degli elettrodomestici e degli infissi. Avendo il fabbricato una distribuzione orizzontale a ballatoio, i moduli sono comprensivi anche dei ballatoi.
In cantiere i moduli, una volta posizionati, sono stati agganciati a mezzo di ancoraggi reversibili e completati con i collegamenti impiantistici tra modulo e modulo e tra alloggi  per quanto riguarda gli scarichi, le adduzioni, ecc. e sono state realizzate le canalizzazioni di distribuzione dell’impianto elettrico e di condizionamento (canaletta attrezzata in facciata e nel sottotetto).
In cantiere sono state inoltre realizzate le varie finiture (la griglia del brise soleil non si è potuta montare integralmente in stabilimento perché tali elementi avrebbero intralciato le lavorazioni per l’aggancio dei moduli, e quindi sono state completate direttamente in cantiere) e quegli elementi architettonici (come i carter metallici) che non era possibile prefabbricare direttamente in uno con i singoli moduli.
Il blocco scala/ascensore e la griglia del brise solei che lo avvolge unitariamente al resto del fabbricato è stato anch’esso montato direttamente in cantiere, con elementi prefabbricati realizzati in stabilimento per la scala metallica e con messa in opera diretta in cantiere per il brise solail e per la macchina dell’impianto di climatizzazione centralizzato, installata nel solaio dell’ultimo piano del vano scala.

da Modulo 384