Casa Capriata: un progetto manifesto dell'innovazione

Carlo Mollino, architetto, designer, fotografo, docente della Facoltà di Architettura di Torino, maestro di sci FISI, grazie soprattutto alla ricerca dell’astrazione combinata con la cura per il dettaglio, fu uno dei protagonisti dell’architettura italiana tra gli anni 30 e 50.

Ed è proprio agli anni quaranta che risale la sua prima idea per una casa di montagna con schema a triangolo presentata poi nel 1951 nell’ambito del concorso Vetroflex – Domus con il nome “Mini–modulo”. Il progetto per Casa Capriata è stato successivamente ripreso e rielaborato per la X Triennale del 1954, diventando il manifesto per una costruzione leggera in legno con  un’ossatura di tre capriate portanti a catena, in cui le pareti laterali sono generate dalle falde del tetto.

«Il sistema costruttivo permette una sezione minima di strutture (tutte dello spessore in tavole di 6 cm). Lo schema generale è basato sulle catene delle capriate che, appese a travetti di 6x6 portano gli orizzontamenti. Le capriate 1 e 3 portano a mezzo delle saette di controvento, le capriate 2 e 4.Ne risulta un tetto triangolato con possibilità di fulcri a piacere, cioè ridotti a minimo. La casa isolata dal suolo permette lo sfruttamento di qualsiasi pendenza di terreno» (Carlo Mollino 1954).

L’utilizzo di nuovi materiali come il resinflex, la gommapiuma e la plastica, accostati ad altri più tradizionali come il legno, l’ottone e il cristallo, indica il preciso intento dell’architetto nel voler sperimentare prodotti innovativi e tecniche costruttive ingegnose e colte ispirate da tradizioni antiche.
Il progetto originario non è stato realizzato a causa del mancato accordo fra la Triennale e gli sponsor: proprio il grado di innovazione presente nel manifesto del progetto e nei dettagli stessi hanno fatto sì che fosse ripreso in occasione del XXIII Congresso Mondiale degli Architetti del 2008.