Pubblicato il 26 giugno 2017

BIM, per le opere pubbliche sarà obbligatorio dal 2019

In consultazione fino al 3 luglio il decreto che definisce modalità e tempi di introduzione dei metodi e strumenti elettronici di progettazione. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti mette in consultazione online il decreto che disciplina l’obbligo di utilizzare il Building Information Modeling (BIM) nella progettazione delle opere pubbliche. Il nuovo Codice Appalti – spiega il Ministero – ha introdotto l’obbligatorietà di specifici metodi e strumenti elettronici di progettazione, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, come previsto dalla normativa europea. Tale obbligo – prosegue il MIT – è finalizzato a razionalizzare le attività di progettazione e delle connesse verifiche, andando a migliorare e snellire processi che fino ad oggi hanno influito su tempi e modi di partecipazione agli appalti. 
Secondo il testo in consultazione, l’obbligo entrerà in vigore gradualmente: dal 1° gennaio 2019 per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 100 milioni di euro, al 1° gennaio 2025 per tutte le nuove opere. 

La modellazione elettronica – spiega il Ministero – è un cambio di paradigma nel comparto costruzioni che consentirà di razionalizzare la spesa per investimenti, internazionalizzare professionisti ed imprese e contribuirà a rendere efficiente e trasparente il settore. Il processo, noto e già applicato come BIM, è un modello per ottimizzare, tramite la sua integrazione con metodi e strumenti elettronici specifici, la progettazione, realizzazione e gestione di costruzioni in ambito di edilizia e infrastrutture. Tramite esso tutti i dati rilevanti di una costruzione e presenti in ogni fase del processo devono risultare disponibili in formati digitali aperti e non proprietari.
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