Pubblicato il 31 marzo 2014

BE THE POEM – FINO ALL’11 MAGGIO

La Fondazione Pastificio Cerere di Roma presenta, mercoledì 26 marzo 2014 , la mostra BE THE POEM. Architettura plastica di Marco Galofaro , a cura di Domitilla Dardi . L’esposizione propone per la prima volta al pubblico i modelli architettonici di Marco Galofaro – che con il suo studio ha recentemente realizzato il modello in resina per Alfredo Jaar all’ultima Biennale d’Arte di Venezia – ordinati secondo un percorso organico che illustra la complessità della visione architettonica contemporanea nel dialogo costante con le altre discipline.

Con questa mostra la Fondazione Pastificio Cerere dimostra ancora una volta il proprio interesse nei confronti del l’architettura, in special modo quando si confronta con ambiti come quello dell’arte contemporanea, dello spazio pubblico o del design. Tutti luoghi del fare dove il passaggio dall’idea astratta alla materialità dell’oggetto diviene cruciale nella definizione dell’opera stessa.

In occasione dell’inaugurazione si terrà una conversazione con l’autore, moderata da Domitilla Dardi , con interventi di Matteo Costanzo, co - fondatore dello studio di architettura 2a+p/a, e Marco Petroni , teorico e critico del design e Senior Curator della Fondazione Plart di Napoli. Il titolo della mostra si riferisce a una citazione di David Carradine che chiude una celebre sequenza del primo Kill Bill di Quentin Tarantino: “If you cannot be the poet, be the poem”. Il messaggio è chiaro: il racconto vince sul protagonismo, l’epica della storia è più forte del singolo eroe. Questo si adatta al modo corale di concepire l’architettura che Marco Galofaro ha portato nel suo lavoro: quello del costruire modelli plastici, attraverso un processo fatto di molti passaggi, materie, procedure, per andare dall’idea di spazio alla sua realizzazione fisica. 

Perché una mostra di modelli architettonici? Perché il modello non è mera architettura in piccola scala, ma un lungo viaggio con molti protagonisti di cui l’edificio rappresenta solo la punta emersa di un più esteso lavoro collettivo. La maquette, infatti, svolge un ruolo determinante nel progetto di architettura (e non solo), essendo prima concretizzazione fisica dell’idea.
Galofaro fonda nel 2002 lo studio - laboratorio Modelab e, con Ilaria Benassi a cui si aggiungono nel tempo altri collaboratori, traduce la visione spaziale di architetti e artisti di fama internazionale (Eisenmann, Fuksas, Nouvel, Decq, IaN+, Benassi, Mochetti, Jaar), interp retandola secondo un pensiero fisico e concettuale al tempo stesso. Come per i migliori traduttori, anche in questo caso sono più gli elementi “found in translation” di quelli perduti tra le pieghe del riportare e trasferire. A questo atto interpretativo si affianca la sua personale immaginazione spaziale, quella delle architetture fantastiche che egli stesso progetta. Queste rendono evidente che la scala ridotta e la condizione in divenire della materia non tolgono nulla alla potenza del progetto; anzi, semmai la rafforzano. La mostra dei suoi modelli architettonici - sia quelli realizzati su commissione che quelli delle sue architetture fantastiche - è l’occasione per accedere alla varietà d’interpretazione dello spazio vivibile da un’angolazione privilegiata, quella delle prime e cruciali fasi di creazione.


Fondazione Pastificio Cerere
Via degli Ausoni 7, Roma
Orari: lunedì/venerdì  15-19;   sabato 16-20
Ingresso libero