Bandi di gara BIM triplicati nel 2017

Il rapporto sui bandi di gara BIM del 2017, presentato dall’OICE – l’Associazione delle società di ingegneria e di architettura italiane - sottolinea che il numero dei bandi BIM (Building Information Modeling) è triplicato in un anno, nonostante essi coprano ad oggi la quota dell’1,4% sul totale.
Il 14 febbraio, l’OICE – l’Associazione delle società di ingegneria e di architettura italiane, parte di Confindustria – ha presentato un Rapporto sui bandi di gara BIM del 2017. Il numero dei bandi Building Information Modeling è triplicato in un anno, nonostante essi coprano ad oggi la quota dell’1,4% sul totale. 
Forse allora il 2018 sarà l’anno della svolta per le gare BIM, giacchè è inverosimile è da scongiurare il fatto che si affievolisca la tendenza propulsiva dell’anno scorso durante il quale, dalle 4 gare BIM del 2015 e le 26 del 2016, si è passati a 86.
Il dato è emerso dall’analisi delle 86 procedure di gara per opere pubbliche emesse nello scorso anno in Italia. Il Presidente OICE Gabriele Scicolone presentando l’Osservatorio ha evidenziato che il mercato si trova di fronte a un cambio epocale e che è necessario che i progettisti si sappiano adeguare a questa trasformazione cogliendo le opportunità che possono rendere il nostro paese più competitivo ed efficiente. Si tratta – ha chiosato Scicolone – di un radicale cambiamento nel modo di intendere la progettazione e la filiera stessa dell’appalto e della collaborazione tra gli attori del processo ideativo-costruttivo. 
Dal Rapporto emerge che le amministrazioni più attive sono state i Comuni, seguiti dalle Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, le Province e gli Ospedali. Molte delle gare sono state bandite per opere puntuali, fra queste oltre il 30% nell’edilizia scolastica. Il BIM è stato prevalentemente richiesto come elemento premiale in sede di offerta, in particolare nella valutazione delle caratteristiche metodologiche dell’offerta, con un punteggio variabile da 1 a 20, quando è stato puntualmente individuato come sub¬-elemento di valutazione al BIM sono stati assegnati in media da 4 a 5 punti. 
L’interesse verso la digitalizzazione, dunque, cresce in Italia, benché timidamente rispetto ad altri paesi. Perché ci possa essere una reale trasformazione è necessario, secondo Giuseppe Di Giuda, Professore dipartimento architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito del Politecnico di Milano, che ci sia più chiarezza sull’utilizzo del BIM nelle gare, attraverso una chiara definizione del BIM Use. «Non basta sapere usare un software per essere Project Manager del BIM. L’appalto integrato sarebbe necessario perché favorisce l’integrazione».
Il Provveditore alle opere pubbliche di Lombardia e Emilia Romagna, Pietro Baratono, ha infine presentato i contenuti del DM 560/2017 che prevede l’obbligo di appaltare con richiesta di BIM dall’anno prossimo per le opere oltre 100 milioni sottolineando che il BIM conviene a tutti, è richiesto dalle direttive Ue e ha una forte valenza politica.
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