Pubblicato il 15 novembre 2018

Abstraction and Light, a Meditation on the Alhambra

Il critico e storico dell’architettura William J. R. Curtis, il 19 novembre alle ore 18 negli spazi di Lombardini22, invita a compiere una meditazione sulla luce.
Uomo dai molti talenti e curiosità – oltre a essere studioso di architettura, è anche fotografo e pittore –, Curtis partecipa attivamente alla creazione di ponti tra i campi della conoscenza tra culture e paesi. Le sue fotografie e le sue opere pittoriche ci danno la possibilità di vedere il mondo, l’architettura e il paesaggio dalla sua prospettiva unica in cui la luce, l’ombra e lo spazio sono i protagonisti. Le opere di Curtis evocano le forze visibili e invisibili della natura mediante l’astrazione. Oltre la rappresentazione, cerca l’ordine sottostante delle cose.

“L’architettura ha bisogno di luce per essere resa visibile, ma anche la luce ha bisogno dell’architettura per acquisire significato e forma. La luce è un’ossessione dominante in tutto il mio lavoro di artista e in tutti i media: pittura, disegno, fotografia. La luce stessa è invisibile; lo sappiamo attraverso i suoi effetti secondari su aria, vapore, acqua, solidi, vuoti, pietre, piante, vita animale e umana – e naturalmente l’architettura. Molte civiltà passate hanno posto la luce vicino al centro delle loro cosmologie. La luce è un materiale fondamentale e universale dell’architettura e può essere investito con molti significati. In architettura la luce e lo spazio sono intimamente legati l’uno all’altro. Ma non dimentichiamo il ruolo e il significato delle ombre. In molti miti di fondazione l’origine delle cose viene presentata come un’oscurità eterna improvvisamente interrotta dall’intrusione di un raggio di luce: l’inizio dell’universo. Ma la luce è un’assenza di ombra, o un’ombra un’assenza di luce?”       

William J.R. Curtis