A Margate si inaugura il Turner Contemporary di David Chipperfield

Sei blocchi uniti a formare un unico edificio, quello del Turner Contemporary, e una decina per delineare la sagoma sfaccettata del The Hempworth Wakefield. David Chipperfield sembra perseguire la medesima linea progettuale nei due complessi culturali che stanno per essere inaugurati in Inghilterra: il primo sabato prossimo, 16 aprile 2011; il secondo, invece, il 21 maggio. Entrambi nascono dalla aggregazione di singole stanze volumetricamente distinguibili, ambienti sommati tra loro, accostati, addossati, che nella loro reciproca interazione morfologica e nella geometrica complessità del raccordo concorrono a definire i caratteri di un paesaggio eccezionale. A Margate la galleria dedicata al celebra artista romantico si confronta con la fredda distesa del Mare del Nord: ai bordi della spiaggia, adiacente alla struttura portuale, il polo espositivo modifica con la sua imponente cubatura il waterfront urbano. 3.100 mq di percorsi, funzioni pubbliche e spazi espositivi sono distribuiti in scatole chiare e cangianti, di cemento armato rivestito da una pelle lucida di vetro acidato che protegge il conglomerato dalla aggressione salina dell’acqua. Dotato di coperture inclinate ad un’unica falda, che consentono un’illuminazione zenitale negli ambienti museali, il Turner Contemporary ricorda un celebre esempio: quel Kursaal della cittadina spagnola di San Sebastian per il quale l’architetto Rafael Moneo aveva ottenuto  Il premio Mies Van der Rohe 2001. Entrambi fronteggiano la baia con le forme pure dei loro profili netti, entrambi fanno dell’inclinazione dei piani (di copertura o di facciata) l’elemento al quale affidare la propensione simbiotica verso il dato ambientale, entrambi scelgono un involucro traslucido per caratterizzare i fronti, ritagliati, entrambi, da aperture panoramiche sull’esterno. Ma, per quanto si possano tracciare costanti tra queste due architetture radicate in contesti paragonabili, la galleria di Margate ha impressa, nelle pareti bianche che avvolgono il complesso culturale, la cifra stilistica di David Chipperfield, le sua coerente e costante ricerca progettuale che trova analoghi risultati nel Figge Art Museum, nell’Estepona Theatre, nella Collecion Jumex.
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