A Brasilia l'ultima realizzazione di Oscar Niemeyer: Espaco Cultural do Choro

Quattro gli anni impiegati per la realizzazione, centotre quelli del suo progettista: chi legge questa cifra non può che pensare ad Oscar Niemeyer, quel temerario architetto brasiliano che, superato il secolo di età anagrafica, continua a ideare, costruire ed inaugurare opere e centri culturali. Dopo essere volato ad Aviles per consacrare l’apertura del Centro Niemeyer, il 25 marzo scorso, il maestro ha salutato la nascita dell’ “Espaco Cultural do Choro”: un edificio a sostituzione del vecchio club di Brasilia, risalente al 1977 e ormai divenuto obsoleto. Tra i celebri complessi istituzionali della capitale, all’ombra dei costoloni iperbolici in cemento armato della Cattedrale,  sorge questo monumento alla musica nazional-popolare: il complesso accoglie, nelle forme curve di cemento intonacato di bianco, un tetro da 400 posti, numerose sale prove e ambienti di servizio, caffè e terrazze porticate all’aperto. Forme geometriche sinuose, cilindri svettanti da una copertura continua sono i dettagli di un’estetica consolidata e mutuata da un patrimonio progettuale di lunga data: il riferimento al modernismo è fissato; colori, materiali, dettagli, sono i medesimi di quelli impiegati nelle opere dell’esordio. L’ Espaco Cultural do Choro inquadra, nei due piani orizzontali del pavimento e del tetto, una meta del pellegrinaggio degli appassionati delle armoniche sonorità della chitarra di Raffaello Rabelo, che, amico di Oscar Niemeyer, ha fondato proprio qui la sua scuola.
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