(produzione) Le applicazioni delle masse d’aria

La forma e l’orientamento di un edificio rispetto alla direzione del vento sono i due parametri che determinano la forma e l’intensità del campo di pressione sull’involucro edilizio e, di conseguenza, con riferimento alla ventilazione naturale, sono i primi aspetti da considerare nella progettazione dell’edificio e nella scelta delle soluzioni da adottare. Generalmente, quando una corrente incontra un ostacolo, il suo flusso viene deviato e deformato localmente con la conseguente formazione di zone a pressione positiva sui lati sopravento e negativa su quelli opposti, oltre i quali si forma anche una scia, ovvero una zona in cui il flusso continua ad essere alterato dalla presenza dell’ostacolo. Va ricordato che la ventilazione ha un effetto importante anche sulle disposizioni convettive attraverso le superfici esterne dell’edificio. Maggiore sarà la resistenza opposta dall’edificio al vento, più estesa sarà la scia e maggiori le dispersioni per convenzione. Relativamente al raffrescamento passivo questo aspetto andrà considerato con maggiore attenzione, ma per quanto riguarda i problemi più strettamente inerenti alla ventilazione naturale rimane di maggiore rilevanza la distribuzione delle pressioni sulle diverse facciate, che può essere descritta tramite l’andamento del coefficiente di pressione. Di seguito farò riferimento al comportamento rispetto al vento sul piano orizzontale di alcune forme standard, immaginando che l’edificio sia investito da una corrente d’aria indisturbata.
Affinchè le differenze di pressione diano effettivamente luogo alle correnti d’aria necessarie per realizzare una ventilazione passante, occorre che le diverse facciate siano in comunicazione tra loro attraverso gli spazi interni dell’edificio. Quando ciò non è possibile la ventilazione deve avvenire su un singolo lato con una notevole riduzione delle potenzialità di ricambio d’aria e di raffrescamento. Per conseguire un risultato accettabile occorrerà predisporre almeno due aperture, e il più possibile distanziate tra loro. A meno che il vento non arrivi in direzione perfettamente perpendicolare e le due aperture non siano realizzate in posizione perfettamente simmetrica rispetto all’asse dell’edificio, in questo modo potrà comunque generarsi una piccola differenza di pressione che crescerà all’aumentare della distanza tra le aperture, dando origine ad un flusso con aperture di ingresso e di uscita ed un percorso ben definiti Nel caso in cui sia possibile la ventilazione passante, dato che il più delle volte l’aria attraverserà ambienti diversi, si dovrà invece prestare attenzione al rapporto reciproco tra questi. Come per la ventilazione meccanica, la soluzione migliore è quella per cui gli ambienti inquinanti, come bagni e cucine, vengono a trovarsi in depressione rispetto agli spazi serviti. Nel caso della ventilazione passante questo significa esporre i servizi sul fronte sottovento e gli ambienti principali su quello sopravento, in riferimento alla stagione in cui si prevede di utilizzare la ventilazione per effetto camino, avendo cura che i flussi che attraversano diversi locali passino per i servizi al termine del loro percorso. 

Autore: Fabrizio Tucci
Pubblicato su Modulo 380/2012