Focus: LEGNO
Pubblicato il 25 ottobre 2017

(formazione) Tulipier CLT, nuovi orizzonti per il legno lamellare

Il Maggie di Oldham, il primo edificio al mondo in legno di latifoglia americano lamellare a strati incrociati (CLT) ha aperto i battenti in Inghilterra.  
Progettato da dRMM Architects con il supporto di American Hardwood Export Council, esso rappresenta una svolta per l'architettura e l’edilizia moderna. Maggie's è un ente benefico che fornisce supporto pratico ed emotivo alle persone colpite da tumore. 
Costruiti come gli ospedali specialistici per il cancro del Servizio Sanitario Nazionale (NHS, National Health Service), i centri Meggie sono luoghi caldi e accoglienti, con personale qualificato per offrire un programma di supporto che migliora il benessere fisico ed emotivo. dRMM ha scelto il tulipier per la progettazione del Maggie a Oldham per l'influenza positiva che il legno ha sulle persone e per la bellezza, la forza e il calore che lo caratterizzano. 
Il legno è noto per ridurre significativamente la pressione sanguigna, le frequenze cardiache e i tempi di recupero; esercita inoltre benefici sulla salute e sul benessere più di qualsiasi altro materiale usato nell’edilizia, come testimoniato dal Wood Housing Humanity Report 2015. 
Questa opera di architettura pionieristica permanente è formata da più di 20 pannelli di tulipier americano lamellare a cinque strati, di dimensioni da 0,5 a 12m di lunghezza. 
Il tulipier americano lamellare a strati incrociati (CLT) è stato pioneristicamente utilizzato nel 2013 da dRMM, AHEC e Arup per la sua impareggiabile forza, leggerezza, velocità di costruzione e sostenibilità. 
Il tulipier americano è approssimativamente il 70% più resistente alla flessione di un tipico legno di conifera in pannelli CLT. I pannelli strutturali CLT per il Maggie di Oldham sono stati sviluppati da Züblin Timber, specialisti in CLT. Il primo esperimento pubblico con questo materiale da costruzione è stato The Endless Stair, realizzato per il London Design Festival del 2013. I calcoli ingegneristici di Arup mostrarono che la struttura avrebbe potuto sostenere 100 persone contemporaneamente. 
Il tulipier in CLT è una delle specie di legno più sostenibili grazie alla sua capacità di ricostituzione, attraverso la crescita naturale. Il Maggie di Oldham contiene 27.6mc di tulipier americano e 1.1mc di frassino americano, pari rispettivamente a circa 55,22mc e 2,1mc di segato, che significa circa 115,7mc di tronchi. Tutti questi tronchi sono capaci di ricostituirsi in soli 120 secondi (108 secondi per il tulipier e 12 secondi per il frassino). 

Elementi di design 
Gli esperimenti con il legno ingegnerizzato di Alex de Rijke, co-fondatore di dRMM, hanno fatto grandi progressi durante 30 anni di pratica e accademia. Gli studi negli ambiti della costruzione e dell’arredo hanno spinto le proprietà strutturali, ambientali ed estetiche del legno ingegnerizzato, dal legno compensato al legno di conifere ingegnerizzato, e ora all’invenzione collaborativa del legno di latifoglia CLT. 
Dall’inizio del progetto di Oldham sapevamo che il tulipier era il materiale giusto per il Maggie, non solo dal punto di vista ambientale ed estetico. Un edificio sopraelevato, open space, tutto in legno e vetro – con alberi che crescono intorno e all’interno e ogni dettaglio pensato in funzione di usabilità, salute e piacere – che sarà sempre speciale” – afferma Alex de Rijke – “Il Maggie di Olham ha un contenuto implicito e visibile di design olistico che supporta gli obiettivi essenziali del progetto: sollevare e offrire speranza alle persone colpite da tumore. Le possibilità di applicazione del legno di latifoglia e, in particolare, alla veloce capacità di ricrescita del tulipier, sono infinite. Le qualità ambientali, strutturali ed estetiche sono esplicitamente dimostrate nel Maggie di dRMM: un manifesto del legno come scelta naturale per l’architettura contemporanea dedicata al benessere fisico e psicologico”. 
I centri Maggie avevano chiesto, preventivamente, anche l’impatto sul bilancio nell’utilizzo del tulipier piuttosto che dell’abete rosso, più economico. Ma sebbene comportasse un’ingegnerizzazione costosa, si è dimostrato competitivo sul mercato. La differenza tra i gradini della Endless Stair e i pannelli del Centro Maggie è che i primi sono stati fatti a meno, i secondi, invece, dovevano essere prodotti dalle macchine di un produttore esperto in CLT. In questo caso Züblin ha fin da subito compreso l’importanza di questo progetto e messo a disposizione il suo know how. Alcuni pannelli, inoltre, erano curvi e includevano dei tagli personalizzati e una fresatura che consentisse la chiusura a filo delle porte senza ulteriori cornici. 
Il centro Maggie di Oldham sorge a quattro metri di altezza rispetto al terreno, e poggia su pilastri in acciaio che a loro volta poggiano su cuscinetti in calcestruzzo, all’interno dell’area del Royal Oldham Hospital. Il giardino pende verso il basso offrendo viste panoramiche sulle montagne circostanti. dRMM riassume il concept del progetto nell’immagine di una scatola per fiammiferi su trampoli, con un foro al centro, simile al torsolo di una mela. Ma la semplicità del concetto tradisce la complessità del design. 
Innanzitutto, i sei trampoli su cui poggia “fanno alcune cose piuttosto intelligenti”, come sostenere travi imponenti. Inoltre, i pannelli CLT, composti da 5 strati con uno spessore di 100 mm e 2,93 m di altezza, costituiscono un elemento strutturale dell’edificio a un piano, con entrambe le estremità composte da porte vetrate in rovere e finestre di Aresi (produttore italiano). 
Da un lato la parete in CLT forma una lunga trave a tutt’altezza” – dichiara de Rijke - “dall’altro la parete esterna si combina con le pareti interne curve, separando la cucina dagli altri spazi e servizi, e agendo da trave di rinforzo. Abbiamo anche montato shakerstyle mobili in legno di betulla impiallacciato in tulipier sulla parete ovest. Si tratta di un componente di falegnameria classica: moduli per cucina, scaffali, posti a sedere e un guardaroba”. 
Il “buco” nel centro dell’edificio, dalla forma curve, è racchiuso in doppi vetri IPIG con al centro un albero che svetta verso l’alto. 
Volevamo portare la natura all’interno dell’edificio. Si può camminare nel giardino sottostante l’edificio e guardare verso il cielo attraverso il pozzo di luce” – ha detto Sohi.  
La curva delle pareti in CLT interne segue il movimento delle vetrate, così come il pavimento in resina, la cui uniformità rinforza il senso del fluire. Anche il soffitto di lamelle, nella struttura del tetto piano, è in tulipier americano, realizzato con il legno residuo dl processo di fabbricazione dei pannelli in CLT, garantendo così il minor spreco possibile. L’edificio è ventilato naturalmente grazie a fori apribili nelle pareti e contiene una stufa a legna, anche se il fabbisogno di riscaldamento è esiguo essendo il CLT un isolante naturale, caratteristica che si aggiunge all’isolamento della parete data dalla fibra di legno Homatherm. 
Il Centro esplora ulteriormente nuovi territori con il rivestimento esterno in tulipier termo trattato che si ottiene mediante essicazione senza ossigeno a oltre 200°C, processo che altera il legno a livello cellulare e gli conferisce una stabilità dimensionale superiore e una classe di resistenza 1, equivalente alle latifoglie tropicali. È la prima volta che il tulipier TMT viene utilizzato per ricoprire un’intera struttura nel Regno Unito. 
La tecnica è stata utilizzata anche per il profilo ondulato personalizzato realizzato dall’importatore Morgan Timber” – ha detto de Rijke – “Questo sistema non solo imprime interessanti ombre, ma ne aumenta la durata. È andata be così bene che stiamo pensando di immetterlo sul mercato!”. 
L’edificio finito, che comprende anche il rivestimento in frassino americano termo-trattato, è descritto da de Rijke come una “sintesi tra architettura, struttura, arredamento, paesaggio e arte. È una forma modesta ma espressiva, attenta e dettagliata. A completare il tutto, del velluto argento e giallo reversibile, con una tenda in pelle fatta dall’artista olandese Petra Blaisse che delimita la zona giorno e permette di cambiare gli spazi interni e i colori. 

CLT da tulipier e sostenibilità 
Il tulipier è la quarta tipologia di legno più abbondante nelle foreste americane di latifoglie e rappresenta il 7% della crescita totale, superato solo dalla quercia rossa americana (18%), dalla quercia bianca (15%) e dall’acero (11%). Cresce in tutti i 33 Stati che ospitano i legni di latifoglia (generalmente sul lato orientale del Paese) ed è il più abbondante in North Carolina, Virginia e West Virginia. Si tratta di un legno poco sfruttato. Non solo la quantità di crescita è maggiore del livello di raccolta in ogni Stato dove la raccolta è inferiore alla metà del livello di crescita. Questo perché il tulipier è un legno che ha una veloce capacità di crescita e si rigenera, non solo mediante la semina naturale, ma anche facendo ricrescere i ceppi di alberi raccolti. Inoltre, è particolarmente utile nelle applicazioni strutturali, ha un rapporto di forza e peso molto alto, cioè molto più forte di quello che ci si aspetterebbe rispetto al suo peso. Il tulipier americano CLT è circa 3 volte più forte e più resistente al “taglio trasversale” rispetto al legno di conifere. Come tutti i legni, il tulipier ha una grande capacità di immagazzinamento del carbonio. I calcoli mostrano come, al momento in cui il tulipier raggiunge l’azienda in Germania dove viene fabbricato il CLT – dopo abbattimento, segatura, asciugatura e trasporto – conservi molta più CO2 di quanta ne sia stata generata durante la sua lavorazione e il suo trasporto. 

Tempo dal tuliper al bocciolo 
In precedenza, la maggior parte della produzione di tuliper di Middle Tennessee Lumber era destinata ai produttori di modanature e di componenti per l’arredo degli Stati Uniti. L’approvigionamento e la lavorazione dei pannelli in legno lamellare a strati incrociati (CLT) per fornire l’intera struttura di un edificio, è stata una nuova sfida, molto apprezzata. 
Siamo stati coinvolti nel progetto del Maggie in seguito alle conversazioni con David Venables di American Hardwood Export Council (AHEC) che ha visitato la nostra fabbrica a Burns, nel Tennessee, e successivamente abbiamo lavorato con loro e con i produttori di legno di Züblin” – ha detto Eric Lacey, International Sales Manager – “L’industria americana del legno di latifoglia vende un prodotto con una gamma di larghezze differenti in ogni imballaggio, ma Züblin ha richiesto una lunghezza fissa di 140 mm per ogni asse usata per la produzione CLT. La nostra capacità di selezionale il materiale e scegliere una lunghezza specifica in modo efficiente, è stata fondamentale per la nostra partecipazione al progetto”. 
La selezione di un materiale omogeneo, per lo più arrivato da foreste entro 75 miglia di Burns, ha dato un vantaggio a Middle Tennessee Lumber.  
L’esperienza” – ha dichiarato Lacey – “ha convinto l’azienda che esistono notevoli possibilità per sfruttare il potenziale strutturale dei legni di latifoglia degli Stati Uniti. Noi vediamo opportunità per il tulipier in particolare, e siamo molto favorevoli allo sviluppo del tulipier in CLT”. 
Il Direttore Generale Jamey French è stata altrettanto entusiasta del coinvolgimento del Northland Forest Products nel Maggie. Kingston, azienda del New Hampshire, ha fornito il suo rivestimento in legno di tulipier termo trattato, marchiato Cambia, per l’edificio. il trattamento termico, che cristallizza efficacemente i cambiamenti dimensionali del legno per aumentarne la durata e la stabilità, è un’attività relativamente poco usata negli Stati Uniti rispetto all’Europa, ma sta crescendo. 
Abbiamo iniziato nel 2007 e oggi esportiamo il 50% della produzione, utilizzando il frassino e il tulipier certificati FSC” – ha detto French – “il rivestimento è il più grande marcato, ma è anche utilizzato per i mobili, le boiserie e, data la sua stabilità, per i pavimenti radianti”. 
David Venables, direttore europeo di AHEC, crede che i progetti come il Maggie e, prima di questo, lo showpiece The Smile CLT sponsorizzato da AHEC per il London Design Festival del 2016, stimoleranno un uso sempre più audace della specie. 
È prolifico, cresce più velocemente dell’abete e il volume nella foresta continua a salire” – ha detto – “Ciò è dimostrato dai lati di AHEC sulla legalità, sulla sostenibilità, sull’analisi del ciclo di vita, sulle credenziali di carbonio e, inoltre stiamo vedendo ora il suo vero potenziale nell’uso strutturale”. 
Il tulipier ha meravigliose possibilità” – concorda French – “Un albero prolifico, un legno a prezzi ragionevoli, piuttosto forte ma abbastanza leggero…una grande specie per il futuro”.  


Pubblicato su Modulo 408, luglio/agosto 2017 

Crediti fotografici: Alex de Rijke, Jasmin Sohi, Tony Barwell
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