(formazione) Sonde termiche per fornire agli edifici fonti rinnovabili

I sistemi a pompa geotermica rappresentano un’eccezionale opportunità per fornire agli edifici energia da fonte rinnovabile, che tuttavia deve essere sfruttata con consapevolezza per contenerne il costo ed evitare rischi per l’ambiente. Per tale motivo è assai importante adottare tale sistema a valle di una progettazione assai attenta dell’involucro, che limiti al massimo il fabbisogno energetico artificiale. Nell’ambito di un programma di ricerca Cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna, il dipartimento di architettura dell’Università di Ferrara in collaborazione con ICIE sta seguendo la sperimentazione di tali sistemi da parte di due imprese in due cantieri pilota posti nella provincia di Bologna ipotizzando nel primo l’uso di sonde profonde a ciclo chiuso e nel secondo sonde nei pali di fondazione abbinate a sonde freatiche superficiali. Nel primo caso la profondità delle sonde è tra i 90 e i 100 metri ed il COP ottenibile è pari a circa 4. In tale caso, con l’utilizzo di bentonite non vi sono problemi di contaminazione delle falde ed il sistema è di semplice realizzazione, soprattutto in presenza di terreni sciolti, con i quali la perforazione è più agevole. Il costo della sonda si attesta sui 40 euro per metro, tutto compreso. Nel secondo caso vi sono riscontri assai diversi tra le sonde fondali, che arrivano a 30 metri, sono di facilissima ed economica realizzazione ma presentano un COP di poco superiore a quello delle normali pompe di calore, e quelle freatiche, che presentano un COP superiore a 5, ma comportano problemi molto complessi legati alla re immissione delle acque nella falda. Tali problemi sono tanto di tipo idraulico quanto di carattere ambientale e possono comportare sovrapposti anche consistenti, tali da metterne a tutt’oggi in dubbio la fattibilità. Ulteriore considerazione che nasce dall’esperienza in corso è che per la sostenibilità economica e prestazionale di tali impianti è opportuno dimensionarne il contributo senza tenere in considerazione i picchi invernali ed estivi, ed abbinandoli ad altri impianti capaci di integrarne le prestazioni. Molto interessante a tal fine è l’abbinamento dei sistemi geotermici alla cogenerazione e al fotovoltaico.

Autore: Fabio Conato
Pubblicato su Modulo 368/2011