Pubblicato il 13 settembre 2007

Solare in crescita: la grande e la piccola scala

Una prima distinzione per quanto riguarda gli impianti solari deve essere fatta tra i dispositivi ideati per grandi superfici captanti, gestite come vere e proprie infrastrutture, e quelli per le abitazioni e gli uffici. I primi possono raggiungere dimensioni ed estensioni molto considerevoli, si pensi ad esempio a manufatti come la vela solare sopra il Forum di Barcellona. A essi si legano problemi progettuali di carattere strutturale da una parte e impiantistico dall’altra. Si deve, infatti, garantire la massima efficienza e il massimo rendimento del sistema su strutture che devono essere durevoli benché esposte alle sollecitazioni degli agenti atmosferici. La progettazione e la gestione di opere di questo tipo competono naturalmente allo Stato o a enti di grande dimensioni. I secondo rappresentano invece la grande maggioranza delle applicazioni dei dispositivi solari e rientrano, per lo più, in attività di progettazione che riguardano architetti, ingegneri e tecnici. Ben diverse sono le problematiche legate a questa scala decisamente più piccola, ma non meno complessa: non vi è, infatti, solamente un problema di resa ma soprattutto di integrazione con gli altri elementi del sistema edilizio.
Una corretta progettazione di qualsiasi sistema solare attivo non può prescindere da alcune osservazioni riguardo l’orientamento e l’esposizione del fabbricato non solo durante la giornata, ma anche durante le diverse stagioni. Ciò è essenziale per massimizzare l’irraggiamento e, quindi, recepire la massima radiazione solare possibile. In base alla posizione geografica e all’ausilio di opportuni nomogrammi è possibile determinare il miglior orientamento dei dispositivi.
Sulla scelta del dispositivo pesa, inevitabilmente, il fatto che si tratti di una nuova costruzione o di un edificio esistente. Mentre nel primo caso la geometria del fabbricato può essere adattata alle esigenze di orientamento per favorire l’efficacia del dispositivo che può essere coadiuvato da sistemi passivi di controllo climatico, nel secondo caso si è vincolati non solo dalla configurazione volumetrica originaria, ma anche alle tecnologie e ai materiali presenti. Ciò può parzialmente incidere sulla scelta dell’impianto. Là dove è disponibile una nuova, ampia superficie è possibile pensare di ricorrere a sistemi a media efficienza, ma meno costosi, mentre dove si è limitati nella possibilità di applicazione è ragionevole pensare di ricorrere a più costosi sistemi ad alta o altissima efficienza.
In questo senso il progettista, con l’ausilio dell’impiantista, può scegliere il dispositivo più adeguato rispetto alla specifica situazione sia che si tratti di solare termico che di fotovoltaico. E’ questa una fase piuttosto critica perché l’ausilio di specialisti è, per ora, più legato ad aspetti di carattere prestazionale che di ordine formale e compositivo, fattori questi non irrilevanti nell’applicazione del sistema. L’impatto del dispositivo appare ancora una questione non affrontata dal mercato nella globalità della sua portata, sia per l’incidenza del fattore estetico sia per la potenziale futura diffusione dei vari prodotti. Altrettanto delicata è la fase della predisposizione delle reti, che sebbene trovi nelle aziende un adeguato supporto tecnico, non sempre è oggetto di altrettanta attenzione da parte dei progettisti nel prevedere spazi di alloggiamento sufficienti e opportunamente dislocati per ospitare le necessarie dotazioni. Tra i problemi che si possono presentare nella progettazione di un impianto di captazione solare vi è, per chi si trova per le prime volte ad affrontare l’argomento, anche quella di cedere alla lusinga di applicare una soluzione “preconfezionata”, frutto di progetti o esperienze provenienti da realtà in cui questa tecnologia ha conosciuto una più rapida diffusione. Se è vero che Olanda e Germania sono notoriamente più sensibili a queste tematiche e che hanno, quindi, sviluppato una maggiore propensione progettuale all’uso dei vari dispositivi, è altrettanto vero che le condizioni geografiche e ambientali di questi paesi differiscono notevolmente dalla situazione italiana che offrendo condizioni di irraggiamento più favorevoli garantirebbe, se adeguatamente sfruttate con una progettazione mirata, migliori opportunità.

Autore: Jacopo Gaspari
Pubblicato su Modulo 334/2007