Pubblicato il 19 aprile 2016

(produzione) Silenzio in parete

Il mercato edilizio odierno si basa sulla costruzione di nuovi edifici, ma soprattutto su ristrutturazioni di edifici esistenti in cui la qualità dal punto di vista acustico farà la differenza (come oggi si vendono case in classe energetica A e non più in classe G). Ciò considerando che, a breve, uscirà il nuovo regolamento che stabilirà, anche per l’efficienza acustica, una suddivisioni in classi. Una domanda ricorrente e lecita quando ci si accinge oggi ad iniziare una consulenza sulle prestazioni acustiche passive degli edifici, dopo aver visionato i disegni di progetto, è la seguente: “perché non si utilizzano pareti divisorie in cartongesso?” Nonostante le resistenze ricorrenti (senza peraltro reali spiegazioni o motivazioni concrete) da parte dei committenti e nonostante ciò che si crede in Italia (ma, per fortuna, solo nel nostro paese…), è innegabile che uno dei sistemi più vantaggiosi per realizzare delle partizioni interne a elevate prestazioni con spessori limitati (e soprattutto senza dover spendere intere giornate in cantiere a verificare e controllare il lavoro degli operai che realizzano i tramezzi), è l’utilizzo di soluzioni assemblate a secco con finitura in lastre di gesso rivestito.

Autori: Marcello Brugola, Enrico Sergio Mazzucchelli
Pubblicato su Modulo 400/2016