Sicurezza sismica per le pareti ventilate: il caso dell'ancoraggio puntuale

Nel caso di rivestimento a parete ventilata senza sottostruttura, a seguito della rottura del tampona­mento murario si possono verificare rotture e distacchi di lastre di rivestimento, con conseguente caduta al suolo, rottura delle stesse all’impatto a terra e proiezione ad alta velocità di materiale anche a diversi metri di distanza. Risultato di ciò è un incremento del rischio di danni anche gravi per le persone che si trovassero nelle immediate vicinanze della zona di caduta. Tale situazione è particolarmente critica soprattutto durante le operazioni di gestione di un’emergenza legata al soccorso di persone all’interno di edifici nell’immediato post-sisma oppure durante i successivi rilievi per la valutazione dei danni riportati dalle costruzioni. Nelle zone ad elevato rischio sismico (ex zone 1 e 2) diventa molto critico implementare la sicurezza di rivestimenti posati senza sottostruttura, poiché anche l’introduzione di elementi di svincolo o parti deformabili atte ad assorbire parte dell’energia del sisma, risulterebbe poco funzionale: qualora a cedere fosse in primis il tamponamento sarebbe infatti praticamente inutile introdurre elementi aggiuntivi di sicu­rezza per impedire la caduta al suolo delle lastre di rivestimento. Un ulteriore aspetto critico dei sistemi con ancoraggi puntuali è possibile l'instaurarsi del fenomeno di concatenamento tra lastre adiacenti, il quale può provocare coazioni tra le stesse con incremento del rischio di rottura e caduta in caso di evento sismico. Tale fenomeno può derivare da cedimenti degli apparecchi di ancoraggio delle lastre dovuti principalmente a errori di posa o utilizzo che, di fatto, non garantiscono l’indipendenza funzionale delle singole lastre creando campi di facciata soggetti a forti interazioni tra lastre e labilità dell’intero sistema di rivestimento, con gravi conseguenze soprattutto in caso di sisma (collasso dell’intera porzione di rivestimento interessata dal feno­meno). Facendo riferimento agli aspetti manutentivi post-sisma del rivestimento, è opportuno sottolineare che spesso i sistemi ad ancoraggio puntuale non prevedono la possibilità di smontaggio e sostituzione di ogni singola lastra, ma solamente la smontabilità di porzioni più o meno ampie di facciata, fatto che potreb­be dilatare la durata delle operazioni di messa in sicurezza del rivestimento dopo un evento sismico. Per­tanto l’utilizzo di questi semplici, economici e comunque validi sistemi dovrebbe essere coscienziosamente limitato ad aree territoriali a basso rischio sismico, su edifici di non elevata altezza e regolare geometria, il cui piano di facciata risulti facilmente accessibile in ogni suo punto. Di Alberto Stefanazzi