Focus: INVOLUCRO
Pubblicato il 8 marzo 2011

(produzione) Schermature solari: innovazione e tradizione

La necessità di controllare e di graduare l’ingresso della luce naturale e degli effetti termici dell’irraggiamento solare negli edifici è sempre stata un’esigenza soddisfatta grazie al tramandarsi di semplici regole consolidate in determinate aree culturali ed in precise zone climatiche. Nel corso degli anni sono stati studiati diversi sistemi, alcuni dei quali sono il risultato della riscoperta di pratiche costruttive di antica origine, mentre altri innovativi sono resi possibili dal continuo progresso della tecnologia dei materiali e dei componenti che, grazie a processi e accorgimenti tecnologici particolari, ha consentito di raggiungere un’ottima qualità tecnico-prestazionale nei sistemi di ombreggiamento nei periodi di massima insolazione. Oggi l’impiego di nuove tecniche d’illuminazione a luce diurna permette di dosare la quantità di luce orientandola in modo uniforme ed eliminando alcuni aspetti negativi delle superfici vetrate o in genere trasparenti-semitrasparenti come, per citare solo quelli più eclatanti e fastidiosi, l’abbagliamento e l’eccessiva produzione di calore.
Considerando l’involucro dell’edificio come un elemento attivo capace di trasformare le risorse ambientali esterne in sorgenti di energia per l’ottimizzazione del comfort “passivo” e della climatizzazione naturale interna da una parte, e per la riduzione del fabbisogno energetico e in generale della produzione “attiva” di energia dall’altra, la facciata e la copertura divengono i sistemi dove si sperimentano le possibilità e le applicazioni più interessanti, trasformandosi in alcuni casi in veri e propri elementi di termoregolazione automatizzata. A partire dagli obiettivi di progetto, definiti in base alla geometria degli spazi, alla destinazione d’uso e al compito visivo degli utenti, l’esigenza di massimizzare la quantità di luce trasportabile e soprattutto di controllarne la qualità in uscita richiede necessariamente un iter progettuale complesso e controllabile scientificamente. La progettazione dei sistemi da applicare nei vari ambiti specifici, in altre parole, non può prescindere dalla conoscenza di criteri di dimensionamento che portino a definire delle modalità corrette di approccio al problema.
In quest’ottica, i componenti di passaggio della luce naturale sono dispositivi pensati per permettere la trasmissione della luce da un ambiente luminoso a un altro ad esso adiacente. L’elemento base di riferimento è ancora una volta la finestra, intesa come apertura nella partizione opaca, sia essa muro perimetrale prevalentemente verticale o copertura orizzontale o inclinata. Nella concezione contemporanea l’elemento finestrato ha acquisito una nuova connotazione di elemento multifunzione integrato, composto da un insieme di elementi che separatamente ma contemporaneamente assolvono a diverse funzioni per soddisfare tutti i requisiti prestazionali necessari a rispondere alle classi esigenziali, per così dire, “tradizionali” e “innovative”, consentendo di porre in essere le fondamentali funzioni di controllo sull’ingresso della luce naturale, dell’aria, e del guadagno termico passivo, ovvero di operare in modo distinto sul controllo delle varie azioni di base dell’aerare, dell’illuminare, dello schermare, del permettere la visione all’esterno, dell’impedire o meno la visione dall’esterno verso l’interno, dell’innescare l’effetto serra tramutando l’irraggiamento solare in guadagno termico, o viceversa nell’impedire lo sviluppo di energia termica e nell’abbassare la temperatura dell’aria.
In questo modo è possibile rapportare e ricondurre l’organizzazione di quello che potremmo definire “controllo globale” in una serie di funzioni relativamente autonome, anche se strettamente correlate. Di fatto, ad oggi, la ricerca e la sperimentazione in questo campo hanno compiuto passi da gigante e l’esigenza
del controllo e della correzione delle prestazioni delle superfici vetrate ha spinto il mercato edilizio ad immettere alcuni componenti altamente innovativi dal punto di vista tecnologico, che in molti casi hanno il grande pregio e l’eccezionale capacità di coniugare tre funzioni che un tempo apparivano difficilmente assolvibili da un un’unica classe tecnologica: al contempo, cioè, consentire la schermatura dalla luce solare diretta, impedire l’introspezione visiva e non ostacolare la visuale verso l’esterno.

Autore: Fabrizio Tucci
Pubblicato su Modulo 367/2011