Pubblicato il 12 luglio 2016

(produzione) Riciclo win-win

La strategia di Armstrong Building Products è quella di convertire rifiuti in nuovi materiali o prodotti di alto valore commerciale. Una scelta all'avanguardia che, ai tardivi esordi delle cogenze europee in Italia, comincia a dare risultati e gratificazioni. Conversazione con Alessandro Buldrini, Regional Sales Manager di Armstrong Building Products. 

Modulo: Il riciclo è un elemento essenziale per un futuro sostenibile. Quali sono i rischi di una mancata o scorretta gestione di questa risorsa…obbligata? 
Alessandro Buldrini: È sicuramente un tema di punta quello del re cycling, che impone scelte consapevoli, strategie realmente sostenibili, valutazioni logistiche sul percorso dei rifiuti verso le sedi di trasformazione, grossi investimenti. Armstrong vanta una sorta di “anzianità di servizio”, infatti ha cominciato ad affrontare il problema 11 anni fa nel Regno Unito. Le motivazioni non erano solo strettamente ambientaliste, l'approvvigionamento di materie prime in Inghilterra è difficoltoso e i costi sono elevati, con aumenti molto più alti del tasso di inflazione. In capo a 6 anni si arrivò “a regime” in una logica di win win, vantaggiosa per tutti gli attori afferenti, I progettisti, le imprese, gli installatori, i committenti e gli utilizzatori finali.  
Armstrong ritira i pannelli giunti a fine vita direttamente in cantiere predispone il loro riutilizzo all'interno del processo produttivo per la realizzazione di nuovi controsoffitti. Attivo già da tempo nel Regno Unito, in Francia e in Benelux, il servizio è ora disponibile anche in Italia.  
I pannelli esausti possono essere stati prodotti all'origine da Armstrong o da altre aziende, purché posteriori al 2000 (anno nel quale entrò in vigore una Direttiva che imponeva l'uso di lane minerali biosolubili).  
I materiali che derivano dalla disgregazione del pannello (lana di roccia, cellulosa, argilla espansa, perlite) contribuiscono ai fattori essenziali di resistenza meccanica. Si recupera circa 70% di ogni pannello, la percentuale di differenza va compensata con nuovi elementi e additivi. Dal macero si estrapola un conglomerato al quale viene applicato un processo di drenaggio dell'acqua contenuta, prima di passarlo per i forni e inserirlo nel normale processo di produzione. 

Modulo: Vantaggi per tutti…in che senso? 
Alessandro Buldrini: Armstrong ritira i materiali a proprie spese, assorbe i costi di smaltimento in discarica che, diversamente, dovrebbero essere sostenuti dalle imprese o dagli installatori. Unico vincolo imposto da Armstrong l’impilaggio dei pannelli (per ovvi motivi di ottimizzazione logistica) e l'eliminazione dei profilati metallici. 
Il progettista ottiene punteggio per le certificazioni ambientali, utilizzando materiali riciclati e il committente vede aumentare il valore immobiliare. 
Anche noi, chiaramente, abbiamo un vantaggio, non acquistiamo o comunque riduciamo l'acquisto di materie prime, anche se, al momento, questo vantaggio è pareggiato dagli alti costi della logistica. 
Per fare un esempio concreto in Italia la variabile logistica rende opportuno il ritiro fino a Roma, considerando che i pannelli vengono poi trasportati fino allo stabilimento di Pontarlier in Francia. 

Modulo: Quali saranno i tempi di affermazione del riciclo in un’Italia poco preparata e storicamente inerziale? 
Alessandro Buldrini: Non penso che possano essere lunghissimi, nonostante la scarsa preparazione e attitudine ad affrontare il problema. La Comunità Europea fa da traino nei confronti dei paesi più “deboli” sul tema green. Oltre a questo, c’è lo stimolo del libero mercato, i produttori maggiormente all'avanguardia si impongono su quelli meno preparati, quando cogenza e richieste dei committenti prevalgono. E per essere competitivi sul mercato è necessario conoscere la normativa, adeguare la produzione, garantire la durabilità del prodotto ottenuto con materiali riciclati. 
Armstrong garantisce i suoi controsoffitti per 15 anni. Il tema delle certificazioni è altresì impegnativo perché la declinazione Paese per Paese lo rende oltre misura onerosa per i produttori.  
Si tratta di investimenti enormi, ma la sensibilità è cresciuta in modo esponenziale in tutti i Paesi, inclusi la Grecia e la Turchia. L'Italia è un traino.  

Modulo: Le imprese e gli installatori italiani sono in grado di recepire gli input ambientalisti in termini operativi? 
Alessandro Buldrini: Le specifiche di capitolato indicate dal progettista vengono spesso ridiscusse dalle società di costruzione e di installazione che esprimono un forte potere decisionale. La disciplina sulle specifiche espresse in capitolato, in Italia, dovrebbe essere un po' più solida e allineata quelli degli altri Paesi come la Grecia, Turchia, Israele e Francia, più rigorose da questo punto di vista. 


Pubblicato su Modulo 401, giugno 2016
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Prodotti e tecnologie: ARMSTRONG BUILDING PRODUCTS