Pubblicato il 9 giugno 2016

(formazione) Pensiero circolare

Secondo dati Eurostat, il settore delle costruzioni e delle demolizioni ha contribuito, nell’anno 2012, al 33% della produzione totale di rifiuti nella UE-28. 
Il capitolo sui rifiuti dell’annuario ISPRA 2014-15, certifica come il maggior contributo alla produzione complessiva di rifiuti speciali nell’anno 2012 sia relativo al settore delle costruzioni con una percentuale del 39.5% del totale. Secondo dati ISTAT 2013, inoltre, per un edificio residenziale il costo dei materiali rappresenta il 44% dei costi totali di costruzione. Quanto appena esposto evidenzia come i materiali da costruzione abbiano un’incidenza economica e ambientale importante nel settore edilizio sia in fase di realizzazione del manufatto, sia nelle successive fasi di gestione, demolizione ed eventuale riutilizzo. 
Per capire e gestire questo fenomeno, da più di dieci anni è stata introdotta anche nel settore delle costruzioni la LCA - Life Cycle Assessment, un metodo per la valutazione dell’impatto ambientale di un prodotto o di un servizio, che ne prende in considerazione tutto il ciclo di vita, dal reperimento della materia prima fino all’immissione sul mercato, alla dismissione e all’eventuale fase di riciclo/riuso. Le prime norme riguardanti la standardizzazione della LCA sono del 2006, a indicare un campo di lavoro ancora piuttosto recente. 
La strategia che sta alla base dalla LCA è l’eco-efficienza che, in sostanza, percorre una logica di “riduzione”, ossia di diminuzione dell’impronta ecologica intesa principalmente come consumo di materiali e di energia. La LCA rimane tuttavia nell’alveo della tradizionale economia neoclassica che prevede un processo produttivo lineare, dove lo scarto e il rifiuto ne sono il naturale termine corsa. 
Il nuovo paradigma che si sta recentemente diffondendo è invece basato sul pensiero circolare, dove produzione-consumo-riclico sono tre elementi fra loro strettamente interconnessi a formare un ciclo chiuso che incentiva il riuso di grandi quantità di materiali derivanti da prodotti arrivati a fine vita, piuttosto che l’estrazione di nuove risorse. In questo ambito è stato recentemente introdotto il concetto di Cradle to Cradle (C2C), che si basa sulla eco-efficacia secondo una logica opposta alla LCA, ossia una logica di “espansione”, di sviluppo, di up-cycling, di valorizzazione del prodotto e delle sue potenzialità in termini ambientali e sociali. Il punto di vista è realmente innovativo: si ricercano e valorizzano gli aspetti positivi del prodotto o del servizio in termini economici, sociali e ambientali, in modo che il beneficio sia non solo ambientale ma anche direttamente percepibile dai consumatori e dalle aziende produttrici. Invece di ridurre il flusso lineare di materia e di migliorare i metodi di produzione, il concetto C2C promuove il loro ripensamento e la loro riprogettazione in un ciclo continuo. In tal senso, l’analisi C2C non presenta “la soluzione” ma permette il confronto fra criteri che possono portare a soluzioni differenti.

Autore: Rossano Albatici
Pubblicato su Modulo 401/2016