Pubblicato il 14 settembre 2004

Pavimentazioni ad alta resistenza

Le tipologie di pavimentazione, l'ampliamento della gamma delle finiture, la razionalizzazione della posa. 

Laminati 
Tanto nel nuovo quanto nelle ristrutturazioni, economicità e riduzione dei tempi di esecuzione rappresentano fattori che hanno in una qualche misura concorso, accanto a valutazioni di carattere più squisitamente tecnico-prestazionale, allo sviluppo e alla diffusione di nuove soluzioni in grado di soddisfare tali richieste. Nel campo delle pavimentazioni il laminato, oltre a rispondere a tali requisiti, si è nel tempo fatto apprezzare anche sotto il profilo estetico grazie a un generale miglioramento dei processi di fabbricazione e a un ampliamento della gamma di finiture disponibili. 
Realizzati applicando su pannelli in fibra legnosa un foglio decorativo la cui superficie è resa calpestabile con idonei trattamenti, i pavimenti laminati comportano infatti una messa in opera estremamente rapida, previo semplice appoggio dei pannelli sul piano di posa e interposizione di un sottofondo insonorizzato; a posa ultimata, il pavimento è subito calpestabile. Il laminato si presenta generalmente in tavole di circa 20 x 120 cm con spessori da 6 a 10 mm, che vengono unite tra loro tramite incollaggio delle maschiature; altre linee adottano sistemi a incastro automatici, che evitano l'uso di colla e garantiscono una maggiore tenuta dei giunti, evitando al contempo la formazione di fughe tra i singoli elementi. Buone anche le performance sotto il profilo dell'isolamento termico e acustico, proprietà conferite dalla matrice legnosa di cui i pannelli sono in gran parte costituiti. 

Vinilici 
Concepite per rispondere alle necessità di ambienti ad alto traffico o con destinazioni d'uso particolari, le pavimentazioni viniliche - e tra queste soprattutto l'esempio più classico è il linoleum - hanno vissuto una seconda giovinezza, dovuta all'attenzione che i produttori hanno iniziato a dedicare anche agli aspetti estetici di questi rivestimenti tecnici per eccellenza. A fronte di una relativa vitalità produttiva, il mercato di questi materiali vive tradizionalmente fasi alterne, dovute essenzialmente alla loro particolare collocazione di mercato. I rivestimenti vinilici trovano infatti collocazione principalmente nell'edilizia pubblica e nel terziario, ambiti per i quali vengono frequentemente proposte linee specifiche per utilizzi particolari; evidente è quindi la stretta correlazione che lega le vendite all'andamento di tali comparti edilizi. 

Pietra ricostruita 
Utilizzata originariamente per necessità e facilità di reperimento, quindi con valenze prevalentemente estetiche, la pietra costituisce una presenza tradizionale in edilizia, non solo in quanto materiale da costruzione strutturale, ma anche in funzione di rivestimento: un materiale che attualmente tende a declinarsi anche in senso "ecologico". L'innovazione tecnologica consente oggi di ottenere rivestimenti che riproducono fedelmente i tradizionali spaccati in pietra; con la pietra ricostruita, tramite avanzati procedimenti, è infatti possibile realizzare una vasta gamma di elementi, dalle pietra di fiume alle pietra tagliate, dagli spaccatelli ai ciottoli e, più in generale, ogni tipo di pietra naturale, utilizzabile sia per la realizzazione di pavimentazioni che per rivestimenti interni ed esterni. 

Con la luce... 
Fibre ottiche e piastrelle di gres porcellanato: un abbinamento apparentemente inusuale, ma che in realtà rappresenta una delle proposte più innovative dell'industria della ceramica. L'applicazione di fibre ottiche nel corpo della piastrella, infatti, realizzata per mezzo di fori di pochi millimetri di diametro ottenuti con tecnica di idrogetto, consente una trasmissione e diffusione della luce in grado di valorizzare e caratterizzare in maniera estremamente originale un materiale tutto sommato tradizionale, conferendogli luminosità e colori sempre nuovi. Pavimentazioni illuminate, pareti iridescenti, percorsi visibili al buio sono solo alcune delle molteplici soluzioni realizzabili grazie alla estrema varietà di formati di questo tipo di piastrella reperibili sul mercato. 

Fibre naturali 
Malgrado il largo uso che se ne è fatto, il suffisso "bio" conserva una grande capacità comunicativa, di cui si sono nel tempo avvantaggiati numerosi prodotti realizzati con materie prime e processi a basso impatto ecologico. E se ad alcuni di essi, quando confrontati con soluzioni più tradizionali, vengono rimproverate carenze tecniche o di prestazioni, altri rappresentano alternative realmente efficaci e che meriterebbero senza dubbio spazi di mercato più ampi. 
E' il caso delle pavimentazioni tessili realizzate con fibre naturali come cocco o sisal, che combattono alla pari con le tradizionali moquette sintetiche proprio sul terreno più difficile, quello della resistenza all'usura; utilizzati con successo anche in luoghi ad alto traffico, questi materiali possono inoltre vantare altre interessanti proprietà tecnologiche, ad esempio un buon potere fonoassorbente e una sostanziale antistaticità, che ne consentono l'impiego in ambiti con esigenze particolari. 

Legno 
Uno dei maggiori meriti dell'industria delle pavimentazioni in legno consiste probabilmente nell'essere riuscita a trasformare una soluzioni nobile, di grande tradizione come il parquet in un prodotto, se non di massa, comunque di larga diffusione, senza tuttavia pregiudicarne in alcun modo il pregio e le valenze tecnico-estetiche. Tutto questo in un arco di tempo relativamente breve: se infatti fino agli anni '50 la produzione era sostanzialmente limitata ai classici listelli maschio-femmina, da posare su magatelli affogati nel sottofondo o su listelli galleggianti, nei decenni successivi videro la luce prima il lamellare da 8 mm, poi, a cadenze sempre più ravvicinate, una serie di soluzioni che hanno nel tempo dato origine all'attuale panorama tipologico. 

Piastrelle in ceramica 
Anche per le piastrelle di ceramica - cioè quelle sottili lastre prodotte con argille e/o altre materie prime inorganiche formate prevalentemente per estrusione o pressatura a temperatura ambiente e successivamente essiccate e cotte per ottenere le proprietà richieste, ed eventualmente poi smaltate - il quadro normativo di riferimento è attualmente in evoluzione.

Autore: Roberto Negri
Pubblicato su Modulo 304/2004
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