Padiglione Italia Expo 2010

L’esigenza di operare nella direzione di una manifestazione tangibile del livello tecnologico raggiunto a livello nazionale ha orientato il progetto del Padiglione Italia all’Expo 2010: l’edificio progettato da Giampaolo Imbrighi si pone come un vero e proprio modello di integrazione tra aspetti architettonici e tecnico-costruttivi, e nell’inedito utilizzo di un materiale di nuova concezione. I sistemi costruttivi tradizionali – l’assemblaggio “a secco” dei componenti tanto strutturali quanto di finitura- sono coordinati all’impiego di un composto di grande rilievo innovativo, la cui prima sperimentazione è legata alla struttura temporanea di Shanghai. “Cemento trasparente”, o conglomerato cementizio traslucido: il termine è inequivocabile nell’indicare la possibilità di comunicazione biunivoca tra interno ed esterno dell’edificio, nel mettere in crisi il concetto consolidato di insuperabilità del setto murario. Un involucro capace di mutare l’intensità luminosa in funzioni delle varianti ambientali, di legare intimità domestica e tessuto urbano, di esplicitare standard di vita migliori; le richieste concettuali e percettive sono state soddisfatte grazie al prodotto “i.light”, brevettato nel laboratorio della Italcementi Group. Additivi e resine sono gli ingredienti del composto sintetico adottato come rivestimento: il mix design dei componenti della miscela ne determinano il grado di trasparenza, rendendo più o meno distinguibili le sagome prossime alla superficie o i mutamenti metereologici. Le resine infatti, reagendo sia con la luce naturale che con quella artificiale, creano un chiarore all’interno dell’edificio ed un effetto “lanterna” all’esterno. I pannelli di cemento trasparente sono privi di fibre ottiche e sfruttano le proprietà indicate per catturare la luce ed assorbirla, dandole uno spessore del tutto materico.