Pubblicato il 9 luglio 2016

(formazione) NZEB. Tempi, modi e obiettivi

Nell’ambito degli nZEB, il settore delle nuove costruzioni assume particolare rilevanza a medio termine, mentre la riqualificazione degli edifici esistenti costituisce la sfida più impegnativa, essendo il cambiamento e l’adeguamento ai nuovi livelli di prestazione senz’altro più complesso e laborioso. Dal momento che lo standard “zero energy” è richiesto anche per edifici esistenti in caso di consistenti ristrutturazioni o riqualificazioni di intero immobile, è indispensabile che le soluzioni che ben si prestano per l’impiego in edifici di nuova costruzione possano essere trasferite ed utilizzate, con le opportune variazioni o modifiche del caso, anche negli interventi di recupero. 
Un edificio può essere considerato nZEB se il suo fabbisogno energetico è sufficientemente basso da comportare un bilancio netto annuale consumo/generazione nullo grazie all’uso di fonti energetiche rinnovabili. Affinché ciò si possa realizzare, le condizioni imprescindibili sono una domanda di energia per il suo esercizio ridotta e una contemporanea produzione in sito di energia da fonti rinnovabili. Sebbene in linea teorica il concetto appaia estremamente semplice ed intuitivo, rimangono tuttora aperti molti aspetti, quali ad esempio i limiti (“system boundary”) rispetto ai quali calcolare il bilancio energetico di un edificio. Tale problematica concerne la “provenienza” della produzione energetica da fonti rinnovabili o delle risorse rinnovabili stesse (ad esempio la biomassa): è cioè possibile considerare ai fini della valutazione dei consumi di un edificio eventuali centrali di conversione energetica basate su fonti rinnovabili (idroelettrico, eolico, etc.), anche presenti “on-site”, ma non strettamente appartenenti all’edificio? La definizione di nZEB contenuta nella Direttiva 31/2010/UE prevede espressamente tale possibilità (cit. art. 2: “…compresa l’energia da fonti rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze”), senza tuttavia definire con particolare chiarezza e in modo univoco i limiti e/o l’estensione dell’area da considerare. Non è altresì del tutto definito se un nZEB debba fornirsi di energia esclusivamente da fonti rinnovabili e scambiare con le infrastrutture energetiche territoriali (a cui è solitamente connesso) eventuali esuberi o mancanze, oppure possa ricorrere a fonti fossili ma in misura tale che l’approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili bilanci sia l’apporto della rete che il consumo della risorsa fossile stessa. In definitiva, pur essendo il concetto di nZEB molto semplice ed immediato, esso racchiude in sé una serie di sfaccettature e dettagli che, all'atto pratico, ne rendono complessa la sua applicazione.  

Autore: Enrico Sergio Mazzucchelli
Pubblicato su Modulo 402/2016