Pubblicato il 14 maggio 2018

(formazione) Nuove Norme Tecniche Costruzioni 2018

Gennaio 2008, gennaio 2018: dopo dieci anni esatti sono state emanate le nuove norme tecniche di riferimento per la realizzazione in Italia di strutture nuove e per l’adeguamento di quelle esistenti. Su tutto, le novità maggiormente degne di nota riguardano la semplificazione delle norme per la messa in sicurezza, l’uniformazione alle terminologie previste dagli Eurocodici e varie specifiche sui materiali da costruzione.
Il 17 gennaio 2018 Graziano Delrio, Marco Minniti e Angelo Borelli – rispettivamente Ministri delle Infrastrutture e degli interni e Capo della Protezione Civile – hanno siglato il decreto ministeriale di “Aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni”. Il 20 febbraio il testo è stato quindi pubblicato in Gazzetta Ufficiale (supplemento ordinario n°8 ala GU n°42) e dal 22 marzo, a conclusione di un iter principiato otto anni fa, le nuove disposizioni sostituiscono ufficialmente quelle del 14 gennaio 2008, con un aggiornamento vieppiù cogente, se si pensa che nel complesso le precedenti NTC erano un pacchetto di regole datate, risalenti nel loro fondo addirittura al 1996. Dopo l’emanazione del decreto, si attendono altri due documenti tecnici, necessari aduna corretta e completa applicazione della normativa: la circolare esplicativa con le istruzioni applicative sulle NTC 2018, dirimente per tutti i professionisti della progettazione edilizia, che dovranno aggiornare le proprie competenze al nuovo testo, le Appendici nazionali agli Eurocodici 2018. Più in generale, a fronte di un quadro normativo così aggiornato, è indispensabile aggiornate la parte contenuta nel DPR 380 del 2001, non più in linea con le necessità di velocizzazione e di certezza dei tempi d’autorizzazione per le costruzioni in zona sismica. 
Occorre subito rilevare che sono escluse dalle nuove NTC, e utilizzeranno dunque il vecchio regime, le opere private per le quali è già stato depositato il progetto esecutivo e le opere pubbliche in corso di esecuzione, con contratti già firmati, progetti definitivi o esecutivi già affidati. 

Le novità del sistema 
L’impianto generale del decreto ricalca l’architettura delle precedenti NTC, ma contiene tre novità di fondo che spiccano sulle altre. 
Omogeneizzazione normativa in chiave comunitaria. 
Sono stati aggiornati e resi più snelli tutti i riferimenti alle più recenti edizioni delle norme UNI, EN e ISO ed è stata propiziata una maggiore integrazione con la normativa comunitaria e con gli Eurocodici che costituiscono lo standard europeo per la progettazione delle strutture. È ora prevista una procedura di aggiornamento periodico degli elenchi delle specifiche tecniche volontarie richiamate dalle norme stesse. 
Semplificazione e ridefinizione delle regole sulla messa in sicurezza degli edifici esistenti. 
L’intento precipuo degli estensori del documento sembra essere stato quello di fornire indicazioni per le verifiche progettuali da svolgere sugli elementi secondari e quelli non strutturali, puntando ad aumentare la sicurezza degli edifici esistenti. Contestualmente, sono state fornite le linee guida per la semplificazione della messa in sicurezza e quelle sull’utilizzo di materiali innovativi essenziali in chiave antisismica. Si badi bene: le novità delle NTC2018 in tal senso non sono solo una questione formale, dopo gli ultimi disastri ambientali e strutturali del nostro Paese. 
I parametri per l’adeguamento dei fabbricati vecchi non saranno, in alcune situazioni, gli stessi che la legge indica per il nuovo, ciò per rendere gli interventi economicamente più sostenibili. I progettisti, in concreto, per mettere a norma una struttura esistente otterranno uno “sconto” del 20% rispetto ai parametri del nuovo in alcune ipotesi: soprattutto, in caso di cambi di destinazione d’uso. 
Per esempio, se ne potrà beneficiare per il passaggio da produttivo a residenziale. In questo modo, si evitano limiti concretamente irrealizzabili per le operazioni di ristrutturazione. E si produce un impatto rilevante sull’applicabilità degli sconti fiscali attualmente disponibili, perché si facilita così l’accesso alla detrazione per il Sismabonus per un massimale dell’85% sino al 2021. Decisive anche le novità inerenti agli interventi localizzati di miglioramento della messa in sicurezza, nei quali cioè non si mette mano complessivamente alla struttura. Occorrerà allora rispettare dei livelli minimi, finora inesistenti; tali standard cambiano a seconda della tipologia di edificio e sono più elevati nelle situazioni più delicate, come nel caso delle scuole. 
Materiali utilizzati per uso strutturale e coefficienti che determinano le caratteristiche degli elementi portanti. 
È questo, senza dubbio, il fronte più rilevante per le imprese, trattandosi nello specifico di spessore delle travi.  
Una sezione strategica per il mercato per la quale, nondimeno, si annoverano meno novità rispetto ai desiderata degli ultimi anni provenienti dalle imprese, eccezion fatta per l’esordio dei calcestruzzi fibrorinforzati. Non stupisce che molti attori coinvolti nelle NTC (progettisti, imprese e produttori) abbiano sin d’ora lamentato l’assenza degli aspetti innovativi che, a loro parere, avrebbero dovuto segnalare il trasferimento dei progressi tecnici e scientifici del settore delle costruzioni. 

I contenuti nel dettaglio 
Capitolo 1: oggetto 
Il capitolo non è stato pressoché aggiornato. In esso è precisato che le Norme tecniche per le costruzioni sono emesse ai sensi delle leggi 5 novembre 1971, n. 1086, e 2 febbraio 1974, n. 64, così come riunite nel Testo Unico per l’Edilizia in cui al DPR 6 giugno 2001, n.380, e dell’art. 5 del DL 28 maggio 2004, n.136, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1 della legge 27 luglio 2004, n.186. 
Si precisa che le NTC definiscono i principi per il progetto, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni, nei riguardi delle prestazioni loro richieste in termini di requisiti essenziali di resistenza meccanica e stabilità, anche in caso di incendio, e di durabilità. Le norme tecniche forniscono, quindi, i criteri generali di sicurezza, precisano le zione che devono essere utilizzate nel progetto, definiscono le caratteristiche dei materiali e dei prodotti e, più in generale, trattano gli aspetti attinenti alla sicurezza strutturale delle opere. 
Capitolo 2: sicurezza e prestazioni attese 
Esso definisce i principi fondamentali per la valutazione della sicurezza, definendo altresì gli Stati Limiti (ultimi e di esercizio) per i quali devono essere effettuate le opportune verifiche sulle opere. Introduce il principio di Vita nominale di progetto, Vita di riferimento delle opere e quattro Classi d’suo. Classifica quindi le possibili azioni agenti sulle costruzioni, indica le diverse combinazioni delle stesse e le verifiche da eseguire. Sono stati aggiunti paragrafi sui requisiti di durabilità e robustezza delle opere e inserite prescrizioni specifiche sulla sicurezza in caso d’incendio. È stato inoltre eliminato il valore minimo di 35 anni per il periodo di riferimento dell’azione sismica. Come metodo di verifica alle tensioni ammissibili è infine rimasto in vita sollo quello agli Stati Limite (SL). 
Capitolo 3: azioni sulle costruzioni 
Il testo codifica i modelli per la descrizione delle azioni ambientali e naturali: pesi e carichi permanenti, sovraccarichi variabili, azioni sismica, azioni del vento, azioni della neve, azioni della temperatura, azioni eccezionali. 
Per ovviare alle carenze delle NTC 2008 le definizioni dei carichi e dei sovraccarichi sono state puntualizzate; sono stati introdotti alcuni coefficienti riduttivi e riviste alcune formulazioni. Sono state riformulate la denominazione delle classi del terreno e le categorie di sottosuolo, oltre che annullate le classi S1 e S2, assorbite dalle altre classi, infine, sono state rese più puntuali le azioni del vento, della neve e aggiunta la definizione di quattro zone omogenee per l’azione della temperatura. 
Capitolo 4: costruzioni civili e industriali 
Il capitolo tratta le diverse tipologie di costruzioni civili e industriali: calcestruzzo, acciaio, legno, muratura, altri materiali. È stato aggiunto il concetto di rigidezza fessurata per l’analisi lineare del delta termico stagionale e tutto il capitolo è indirizzato a far convergere la nuova normativa verso gli Eurocodici e le norme UNI. È stata poi aggiunta la tipologia muratura confinata, indispensabile per risolvere alcuni problemi che si presentano nel recupero del patrimonio edilizio esistente in muratura. 
Capitolo 5: ponti 
Vi si disciplinano i criteri generali e le indicazioni tecniche per la progettazione e l’esecuzione dei ponti stradali e ferroviari; in particolare, per quanto attiene ai ponti stradali, oltre alle principali caratteristiche geometriche, vengono definite le diverse possibili azioni agenti, con i diversi schemi di carico rispetto alle azioni variabili di traffico. Per i ponti ferroviari particolare attenzione viene posta sui carichi e i relativi effetti dinamici. Dettagliate le prescrizioni fornite per le verifiche, sia SLU sia SLE, per temperatura, impatti sulle barriere, attrito sui vincoli, azioni eccezionali sugli impalcati. È stata eliminata la seconda categoria di ponti. Per i pronti ferroviari, inoltre, sono stati ritoccati i coefficienti di sicurezza parziali e di combinazione. 
Capitolo 6: progettazione geotecnica 
Esso tratta il problema della progettazione geotecnica distinguendo, in particolare, il progetto e la realizzazione delle opere di fondazione, delle opere di sostegno, delle opere di sotterraneo, delle opere e manufatti di materiali sciolti naturali, dei fronti di scavo, del miglioramento e rinforzo dei terreni e degli ammassi rocciosi, del consolidamento dei terrenti interessanti opere esistenti, nonché la valutazione della sicurezza dei pendii e la fattibilità delle opere che hanno riflessi su grandi aree. Nell’articolazione del progetto vengono introdotte, distintamente, la modellazione geologica e la modellazione geotecnica del sito. I metodi e i risultati delle indagini devono prima essere esaurientemente esposti e commentati in una relazione geologica, mentre quelli della modellazione geotecnica devono essere esaurientemente esposti e commentati in una apposita relazione geotecnica, basata su specifiche indagini. Dopo le indicazioni relative alle verifiche e agli stati limite, si fa un breve ma significati cenno al metodo osservazionale e al monitoraggio del complesso opera-terreno. Viene introdotto, infine, un importante paragrafo sui tiranti di ancoraggio, con le relative verifiche, regole di realizzazione e prove di carico. Inoltre, la verifica nei riguardi degli SL idraulici è riformulata, a favore della sicurezza. Specificati meglio anche i termini delle verifiche della stabilità dei pendii e alleviata in alcuni casi la prescrizione delle prove di carico su pali. 
Capitolo 7: progettazione in presenza di azioni sismiche 
Fatto salvo il recepimento degli studi di pericolosità sismica svolti dall’INGV, il capitolo introduce un paragrafo riguardante esplicitamente i criteri generali di progettazione e modellazione delle strutture, per la evidente riconosciuta importanza che assume nella progettazione la corretta modellazione delle strutture, anche in relazione all’ormai inevitabile impiego dei programmi automatici di calcolo. Nel paragrafo inerente ai metodi di analisi e i criteri di verifica, viene opportunamente trattata, accanto a quella lineare, l’analisi non lineare. In questo capitolo, le modifiche sono tante e tutte degne di nota, tese a permettere alle strutture una migliore risposta alle azioni sismiche. Vengono quindi fornite le disposizioni per il calcolo e le verifiche delle diverse strutture: in cemento armato, acciaio, miste acciaio-calcestruzzo, legno, muratura, ponti, opere e sistemi geotecnici. È possibile una rilevante semplificazione per gli edifici soggetti a una accelerazione sismica pari o minore a 0.075 consentendo la sola verifica a SLV e l’applicazione di un sistema di forze orizzontali semplificato ma, contrariamente a prima, non più verifica a tensioni ammissibili. Inoltre, sono stati definiti dei vari parametri per definire il fattore di struttura, certamente più puntuali di quelli delle vecchie NTC e in modo particolare anche per le strutture non dissipative. 
Le principali integrazioni per il calcestruzzo riguardano vari aspetti: la possibilità di tener conto del confinamento; l’introduzione delle strutture a pendolo inverso; le verifiche di nodi trave-pilastro e di pareti; le prescrizioni sui particolari costruttivi di vari elementi. In particolare, le strutture prefabbricate a portale vengono penalizzate rispetto alla NTC 2008 e all’Eurocodice 8. 
Per contro, le modifiche per le costruzioni in acciaio ineriscono a caratteristiche dei materiali, verifiche di duttilità e collegamenti. Per le costruzioni in muratura, sono state riviste le regole di progettazione. Per i ponti, infine, sono fornite nuove precisazioni sul comportamento dissipativo/non dissipativo e nuove limitazioni alle possibili riduzioni della risposta sismica. 
Capitolo 8: costruzioni esistenti 
Il capito stabilisce i criteri generali per la valutazione della sicurezza e per la progettazione, l’esecuzione e il collaudo degli interventi sulle costruzioni esistenti. Si definisce costruzione esistente quella che abbia, alla data della valutazione di sicurezza e/o del progetto di intervento, la struttura completamente realizzata. 
Dopo i criteri generali sulle diverse tipologie di edifici esistenti e le variabili che consentono di definire lo stato di conservazione, è introdotta la distinzione fondamentale dei tre diversi tipi di interventi che possono essere effettuati su una costruzione esistente: interventi di adeguamento atti a conseguire i livelli di sicurezza previsti dalle presenti norme; interventi di miglioramento atti ad aumentare la sicurezza strutturale esistente pur senza necessariamente raggiungere i livelli richiesti dalla presente norma; riparazioni o interventi locali che interessino elementi isolati e che comunque comportino un miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti. Un altro paragrafo riporta le disposizioni per la progettazione degli interventi in presenza di azioni sismiche nelle diverse tipologie di edifici. Per gli edifici esistenti sono in maniera inedita previsti livelli di sicurezza più bassi rispetto a quelli dei nuovi edifici: in tema di “miglioramento sismico” si accetta un miglioramento che arrivi al 60% del valore di sicurezza che compete a un nuovo edificio, nel caso costruzioni di Classe d’uso III a uso scolastico e di Classe d’uso IV (Costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche importanti). Per le Classi d’uso II e III (escluso, appunto, le scuole), gli interventi di miglioramento dovranno comunque conseguire un valore di sicurezza almeno pari al 10% di quello previsto per le nuove costruzioni. Anche nel caso di interventi di “adeguamento sismico” le nuove NTC apportano novità prevedendo, per alcune situazioni, che il coefficiente di sicurezza da conseguire post-intervento non sia pari a quello che avrebbe una nuova costruzione ma che raggiunga almeno l’80% di tale valore. 
Capitolo 9: collaudo statico 
Vi si riportano le prescrizioni generali relative al collaudo statico delle opere e le responsabilità del collaudatore. Vengono fornite indicazioni sulle prove di carico, con particolare attenzione alle prove di carico su strutture prefabbricate e ponti. Il capitolo non è stato di fatto modificato. 
Capitolo 10: redazione dei progetti strutturali esecutivi e delle relazioni di calcolo 
Esso tratta le regole generali per la redazione dei progetti strutturali e delle relazioni di calcolo ovvero della completezza della documentazione che caratterizza un buon progetto esecutivo. Qualora l’analisi strutturale e le relative verifiche statiche siano condotte con l’ausilio di codici di calcolo automatico, un apposito paragrafo indica al progettista i controlli da effettuare sull’affidabilità dei codici utilizzati e l’attendibilità dei risultati ottenuti. La dizione “Validazione” indipendente del calcolo strutturale è cambiata in “Valutazione” indipendente del calcolo strutturale, per non confonderla con la Validazione dei progetti del Codice degli Appalti. 
Capitolo 11: materiali e prodotti ad uso strutturale 
È dedicato alle regole di qualificazione, certificazione e accettazione dei materiali e prodotti per uso strutturale, rese coerenti per le procedure consolidate del Servizio Tecnico Centrale, del Consiglio Superiore e le disposizioni comunitarie in materia. Siamo dinnanzi al capitolo che ha subito più modifiche, adeguandosi al Regolamento UE che fissa i Requisiti di base (RB) e le condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione. Sono state definite nuove linee guida per l’uso dei materiali in edilizia, anche in merito alla marcatura CE in base al Regolamento UE n. 305/2011. Tale allineamento agli Eurocodici ha comportato la modifica delle denominazioni delle certificazioni e delle qualificazioni necessarie per i prodotti strutturali, nonché nuovi coefficienti di sicurezza e formule per determinare le caratteristiche degli elementi portanti. Restano invariate invece le procedure e i rapporti tra i diversi soggetti coinvolti nel controllo e accettazione in cantiere dei materiali. 
Capitolo 12: riferimenti tecnici 
Il testo fornisce alcuni dei più diffusi documenti tecnici che possono essere utilizzati in mancanza di specifiche indicazioni, a integrazione delle norme in esame e per quanto con esse non in contrasto. 
L’elenco dei documenti normativi è stato aggiornato e integrato. 
Testo introduttivo del DM 
Con il primo dei tre articoli del provvedimento è approvato il testo aggiornato delle norme tecniche per le costruzioni che è allegato e costituisce parte integrante del decreto con la precisazione che le nuove norme sostituiscono quelle approvate con il decreto ministeriale 14 gennaio 2008. L’articolo 2 indica la durata del periodo transitorio, successivo all’entrata in vigore delle norme tecniche revisionate, entro cui per opere pubbliche o di pubblica utilità in corso di esecuzione, per contratti pubblici di lavori già affidati, per progetti definitivi o esecutivi già affidati, nonché per opere private le cui opere strutturali siano in corso di esecuzione o per le quali sia già stato depositato il progetto esecutivo presso i competenti uffici, si possono continuare ad applicare le previgenti norme tecniche. Per ultimo, l’articolo 3 stabilisce che le norme tecniche approvate con il decreto entrino in vigore trenta giorni dopo la loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. 

La fase transitoria 
La fase transitoria è indicata nell’articolo 2 del Decreto ministeriale. Le vecchie regole del 2008 resteranno valide solo “per le opere pubbliche o di pubblica utilità in corso di esecuzione, per i contratti pubblici di lavori già affidati, nonché per i progetti definitivi o esecutivi già affidati prima della data di entrata in vigore delle nuove norme, cioè il 22 marzo. Tuttavia, il decreto precisa che per i contratti pubblici di lavori già affidati e per i progetti definitivi o esecutivi già affidati (con le regole del 2008) prima del 22 marzo, la possibilità di applicare le vecchie regole è condizionata alla “consegna dei lavori entro cinque anni dalla data di entrata in vigore nelle norme tecniche per le costruzioni”. “Per le opere provate le cui opere strutturali siano in corso di esecuzione o per le quali sia già stato depositato il progetto esecutivo, ai sensi delle vigenti disposizioni, presso i competenti uffici prima delle data di entrata in vigore delle Norme tecniche per le costruzioni – si legge sempre all’articolo 2 del decreto ministeriale Mit 17 gennaio 2018 – si possono continuare ad applicare le previgenti Norme tecniche per le costruzioni fino all’ultimazione dei lavori e al collaudo statico degli stessi”. 


L’articolo completo pubblicato su Modulo 412, marzo/aprile 2018
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