(formazione) Nuova sede Campari: involucro e impianti

La classe B “Sistema Edificio” è stata ottenuta grazie all’adozione di soluzioni architettoniche e impiantistiche innovative. Infatti dei quattro edifici certificati – gallery, uffici, palestra e lobby – due sono risultati in classe A e due in classe B, con un consumo annuo compreso tra i 3,14 e i 7,63 kWh/m³. Risultato più che soddisfacente se si considera che in Italia il consumo medio per il solo riscaldamento invernale degli edifici è tra i 47 e i 57 kWh/m³ anno. Responsabilità ambientale e ottimizzazione dei costi di gestione sono stati gli input che hanno motivato la scelta. Il nuovo complesso, con una superficie utile di circa 10.000 mq e un volume lordo riscaldato di oltre 50.000 m³, è servito da un’unica centrale termo-frigorifera, con pompe di calore ad alta efficienza che utilizzano acqua di falda a temperatura all’incirca costante tutto l’anno come sorgente esterna per lo scambio termico, riducendo così la quantità di energia necessaria per ottenere la temperatura richiesta sia di inverno che in estate. La gallery, adibita a mostre e musei, è riscaldata e raffreddata da un impianto a tutt’aria, trattata da apposita UTA, come anche la palestra. La lobby, a destinazione congressuale, è raffreddata in estate da un impianto a tutt’aria e d’inverno viene riscaldata mediante pannelli radianti a pavimento annegati nella struttura, mentre l’UTA effettua la ventilazione controllata della zona. Gli uffici, sia per il riscaldamento che per il raffrescamento, sono serviti da ventilconvettori più aria primaria. La produzione di acqua calda sanitaria avviene tramite boiler elettrici nei servizi degli uffici, mentre per la palestra la produzione di ACS è garantita da un boiler con capacità 500 litri, riscaldato dai gruppi pompa di calore. Grande peso ha avuto l’impiantistica per il raggiungimento delle prestazioni energetiche prefissate, come del resto un contributo sostanziale, soprattutto durante il periodo estivo, viene dato dal particolare sistema di frangisole in cotto disegnato dagli architetti che, ottimizzando la penetrazione della radiazione solare in inverno, aumenta il comfort ambientale in estate. La corretta inclinazione delle lamelle che formano la schermatura e il rapporto parte finestrata e superficie schermata sono stati frutto di un’attenta analisi progettuale, che ha portato alla valutazione dei coefficienti di ombreggiamento e del carico termico in facciata. Da qui, poi, ne è conseguita la determinazione della potenza estiva dell’impianto di climatizzazione. Lo studio, condotto con software specifici, ha permesso di visualizzare gli effetti di illuminazione naturale, all’interno degli ambienti, durante tre giornate dell’anno particolarmente significative per altezza zenitale e per flusso luminoso solare, come il 21 dicembre durante il quale l’incidenza della radiazione solare è minima, il 21 marzo e il 21 giugno quando la radiazione solare ha un’incidenza massima. Inoltre, per una più efficiente gestione, l’alto livello di domotica consente a ciascuno di regolare, direttamente dal proprio computer, le condizioni di temperatura e di luce del proprio posto di lavoro.

Autore: Laura Verdi
Pubblicato su Modulo 361/2010