Media Facade: tecnologia elettronica per l'involucro

La Media Architecture rappresenta una forma di espressione architettoni­ca basata sulla comunicazione mediatica che nasce da uno stretto con­nubio tra spazio urbano, architettura, arte, informatica e comunicazione visiva. All’interno di questo ambito si è sviluppata un’attenzione particolare per la facciata o, meglio per la Media Facade, che diviene lo strumento principale per comunicare il valore e l’immagine dell’edificio mediante l’ausilio delle tecnologie elettroniche di tipo dinamico. La Media Facade è concepita come un’elabora­zione scenica di messaggi di diverso genere, che possono comprendere imma­gini fotografiche, opere grafiche, loghi, filmati, video pre-prodotti, composizioni sonore e testi scritti. I diversi elementi si susseguono seguendo una particolare sequenza cinetica, nell’intento di enfatizzare ovvero il valore comunicazionale e artistico legato all’impiego delle tecnologie digitali nella valorizzazione estetica dell’edificio. La complessità e l’attualità del tema rende difficile la realizzazione di una classificazione univoca, ba­sata su una sola componente della Media Facade, mentre è possibile elaborare una distinzione più elaborata che prende in considerazione aspetti formali, dimensionali, luminosi, tecnici e di interat­tività. In primo luogo, le facciate elettroniche sono distinte in tecnologie di tipo passivo e attivo. Nel primo caso, sono ottenute attraverso la proiezione di immagini luminose in movimento su fronti architettonici di tipo tradizionale. Si distinguono dall’illuminazione architetturale degli edifici proprio a causa del movimen­to dei corpi luminosi e cromatici, che seguono una sequenza predeterminata governata da un Computer remoto. L’intervento viene realizzato principalmente dagli artisti per valorizzare le facciate storiche e i centri urbani, cercando di creare una relazione più intima tra gli utenti e l’ambiente costruito. Le facciate passive, a loro volta, possono essere classificate in “sistemi fissi”, basati sulla proiezione di immagini in movimento che seguono una sequenza prestabilita dall’artista, e in “sistemi interattivi”, dove la serie artistica è modificata mediante uno stimolo proveniente dall’utente o dall’ambiente circostante. Nel secondo caso, le facciate dinamiche di tipo attivo emettono immagini in movimento grazie alla presenza di sorgenti luminose di vario genere integrate nel sistema costruttivo. La classificazione più accreditata, esito di una serie di incon­tri tematici che sono stati realizzati nell’ultimo quinquennio (Media Architecture Festival a Londra 2007; Urban Screens Conference a Manchester nel 2007 e a Melbourne nel 2008; Media Facade Festival a Berlino nel 2008), prende in considerazione aspetti formali e tecnici. Da questi punti di vista, la Media Facade è distinta in: - Proiezioni luminose di corpi in movimento su edifici ottenute con proiettori robotizzati e retro-proiezioni su schermi LCD (Liquid Cristal Display), spesso associate a composizioni musicali; - Emissione luminosa attiva realizzata con sorgenti di diverso tipo, che comprendono le lampade a incan­descenza, fluorescenti, a risparmio energetico ed elettroluminescenti; - Window raster animation technology dove le finestre degli edifici divengono schermi luminosi alternati che creano particolari giochi cromatici al fine di diffondere un particolare messaggio visivo; - Display technology ottenuta con schermi LCD, al plasma e a LED (Light Emitting Diode); - Mesh metalliche con LED integrati; - Sensori plug and play e facciate interattive che interagiscono attivamente con l’utente; - Voxel technology realizzate con la proiezione di immagini tridimensionali su schermi 3D; - Urban Screen tridimensionali realizzati con fibre ottiche. Un’altra classificazione è basata sulla risoluzione delle immagini rappresentate, che può essere bassa, media oppure alta. Questo parametro dipende dalla dimensione dei pixel luminosi e influisce molto sulla visibilità della composizione in termini di definizione, distanza di osservazione, brillantezza, contrasto e profondità cromatica. La risoluzione delle immagini, ovviamente, determina anche il costo e i consumi energetici della facciata. Tutte le facciate elettroniche per funzionare consumano energia elettrica diretta o alternata. Il con­sumo dipende principalmente dalla tipologia, dall’intensità di luce e dal numero di sorgenti utilizzate. Le proiezioni frontali si caratterizzano per gli elevati consumi energetici, che dipendono dal proiettore utiliz­zato, dalla forte intensità e dai giochi di luce e colori che vengono creati sulla facciata. I sistemi a emissione luminosa attiva, in linea di massima, hanno consumi energetici ridotti, grazie alla bassa risoluzione delle immagini che vengono create utilizzando poche sorgenti luminose. Le display technology si caratterizzano per i ridotti consumi energetici quando sono realizzate con sistemi LED a bassa risoluzione. Negli altri casi, per aumentare la risoluzione delle immagini, si ricorre a un elevato numero di pixel (e quindi di punti di luce) che porta a un repentino aumento dei consumi elettrici. È importante anche sottolineare che le facciate a emissione luminosa, retro-illuminate e customizzate sono tralucenti, non trasparenti. Questa caratteristica, se da un lato riduce gli abbagliamenti visivi e diffonde la luce naturale, dall’altro richiede l’accensione dell’illuminazione artificiale con conseguente aumento dei consumi energetici. In molti casi, inoltre, le display technology, i sistemi plug and play e gli urban screen tridimensionali coprono una parte dell’edificio, celando l’illuminazione naturale proveniente dalle finestre. 

Autore: Elena Lucchi
Pubblicato su Modulo 376/2012