Focus: LATERIZIO
Pubblicato il 11 giugno 2004

(formazione) Stile “laterizio”, reinterpretazione di un materiale

Intervista ad Alfonso Acocella, professore ordinario di Tecnologia dell'architettura e di Design presso il Dipartimento di Architettura dell'Università di Ferrara. 

Modulo: Basandosi sul suo personale vissuto, quali sono stati i motori – non specificamente tecnici – e i momenti del cambiamento?

Alfonso Acocella: Il mondo del laterizio si trovava, intorno alla fine del XX secolo, in uno stato di marginalità, di oblio a seguito del predominio di una nuova cultura tecnologica ed estetica; cultura che aveva messo in secondo piano i valori degli stili costruttivi stereometrici della pietra e del laterizio decretando l’egemonia delle tecnologie del Moderno tanto nel settore dei nuovi programmi realizzativi quanto in quello della produzione di materiali, di componenti. In questo quadro generale, il vero momento di svolta e di ri-abilitazione delle tecniche tradizionali, tra cui quella in laterizio, si colloca a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, fase in cui, più che il verificarsi di un evento simbolico, prende avvio un processo basato su un diverso atteggiamento valutativo nei confronti dei materiali, delle tecnologie, delle risorse ambientali. A fronte di una cultura progettuale poco interessata ai magisteri esecutivi del laterizio e sullo sfrondo di un certo disinteresse del mondo della ricerca universitaria in relazione a tale tema, una serie di protagonisti iniziano a guardare a questa tradizione in modo nuovo, con l’obiettivo di ridarle una dignità e una visibilità allora offuscate. L’innovazione, d’altronde, non assume sempre ed esclusivamente i tratti della creazione del nuovo, dell’inedito, ma può anche impegnarsi nella ripresa di tematiche note (re-interpretate, ri-attualizzate) introducendo così una particolare accezione di cambiamento. Un processo di questo tipo si è avviato alla fine degli anni ’80 e prosegue ancora oggi secondo modalità e risultati in costante evoluzione.

Modulo: Come ritiene di essere intervenuto in questo processo di cambiamento? E in quale misura e secondo quali modalità pensa di averlo influenzato?
Alfonso Acocella:
Mi ponete una domanda che richiederebbe una risposta articolata; provo a schematizzare. Quanto al primo di tali quesiti, posso rispondere di essere intervenuto attraverso una semplice, sia pur impegnativa, azione di avvicinamento e di accesso ai “testi” legati direttamente o indirettamente al mondo del laterizio, alle sue origini, al suo excursus storico e alla sua “latente” attualità. La misura e la predisposizione interiore attraverso cui mi sono portato in tale azione di avvicinamento , di assimilazione del rosso mattone è stata per anni quasi esclusiva e totalizzante, una scelta di vita, oltre che culturale e professionale. I poli dialettici di tale approccio possono essere sintetizzati attraverso una serie di attività, reciprocamente interagenti: ricerca, introspezione-elaborazione e comunicazione. In sostanza, si è trattato di una dialettica a tre bande, scandita da abitudini, modalità e ritmi di lavoro molto differenziati: un continuo oscillare tra studio e ricerca e costruire una sorta di “Atlante” del laterizio per la definizione di uno “Stile laterizio”. 

Pubblicato su Modulo 303/2004
Categorie: FOCUS MATERIALI