L’involucro schermato: l’integrazione tra tende e facciata

Elementi di una certa complessità, le tende per esterni associano materiali e componenti che devono sopportare le elevate temperature derivanti da un’esposizione solare costante e l’usura di una frequente movimentazione. Il mondo dei cosiddetti sistemi di schermatura “leggeri”, che comprende anche le tende parasole, è piuttosto eterogeneo, sia per uso di materiali e tecnologie sia per la vasta gamma di prodotti proposti dal mercato. Per “sistemi leggeri” si fa riferimento a tutti quei dispositivi che impiegano superfici in tessuto o materiali plastici su un sistema di supporto fisso o mobile finalizzato alla protezione dai raggi solari. Parlando di tende, una prima netta distinzione deve essere fatta tra quelle che sono montate sul lato della facciata rivolto all’interno, quelle che possono essere integrate nel serramento e quelle montate sul lato della facciata rivolto all’esterno. Le prime non offrono alcuna protezione dall’irraggiamento in quanto non intercettano i raggi solari prima che questi impattino sulle vetrate o sull’involucro. Le seconde, dette anche “tende tecniche”, operano a livello dell’intercapedine del serramento, ma sono di limitata diffusione per l’impegno in termine di costi e di manutenzione. Le terze sono quelle che si possono trovare nelle facciate esposte al sole della grande maggioranza degli edifici.
Quest’ultima tipologia di schermatura, considerata fino a non molto tempo fa ai margini del disegno architettonico della facciata, sta conoscendo un notevole sviluppo sia per ricerca formale che per uso dei materiali. In particolare negli edifici residenziali di costruzione recente numerosi sono gli interventi in cui le tende di schermatura sono integrate nella facciata o alloggiate in un apposito vano ricavato nel foro finestra. In questo caso la tipologia più diffusa è la tenda avvolgibile a caduta verticale su guide sia per ragioni di costo che di ingombro.
Il tipo di tessuto dipende molto dalle temperature e dal tipo di movimentazione, elementi che incidono inevitabilmente sulla durabilità del materiale. La movimentazione può essere manuale o motorizzata in funzione delle dimensioni della tenda.
Tra le tipologie che escono invece dal filo facciata ci sono quelle a telaio fisso con braccetti rigidi e quelle con bracci pieghevoli. Le prime sono particolarmente adatte quando di ha l’esigenza di una protezione permanente con il vantaggio di un’elevata possibilità di personalizzazione e lo svantaggio, però, di non incontrare talvolta il parere favorevole delle autorità competenti nella loro eventuale applicazione a livello strada. Le seconde sono quelle con una maggiore varietà di dispositivi disponibili. Le principali sono le tende a staffe laterali che possono essere utilizzate per la copertura di balconi e terrazze per larghezze intorno ai cinque metri e un’apertura dei bracci fino a tre metri. La tela è mantenuta in tensione dall’azione di molle contenute nei bracci articolati che consentono di far assumere diversi assetti alla tenda. Una variante a questa tipologia è quella a bracci portanti che, con due soli sostegni, raggiunge larghezze fino ai sei metri. Qualora si volessero ottenere superfici maggiori sono necessari ulteriori sostegni che possono comportare però la comparsa di inestetiche fasce scure sulla tela.
MATERIALI E CARATTERISTICHE TECNICHE
La scelta del tessuto con cui realizzare la superficie schermante della tenda dipende da diversi fattori che riguardano sia la conformazione geometrica che le caratteristiche di durabilità connesse alle condizioni ambientali. Per le tende fisse o in prevalenza esposte tanto ad un intenso irraggiamento quanto alle intemperie, i materiali principalmente utilizzati sono i tessuti acrilici resinati o di tipo spalmato come il PVC, che offrono elevate garanzie di impermeabilizzazione e permettono una più agevole pulizia e manutenzione. Nel caso di tende impacchettabili, questa soluzione è altamente consigliabile poiché evita, rispetto a quella con tessuto poroso, effetti di gocciolamento derivanti dalla condensa. Nel caso si tratti di tende avvolgibili, fondamentale è il corretto allineamento con le guide per prevenire effetti di strofinamento forzato sui sostegni con inevitabili danni all’integrità del tessuto. Per la maggior parte dei dispositivi di movimentazione in commercio è suggerito l’uso di un sistema di protezione sia del rullo avvolgitore che degli eventuali bracci pieghevoli in posizione di riposo al fine di preservare il meccanismo durante i lunghi periodi di inutilizzo nella stagione invernale. Molti prodotti presentano versioni manuali o motorizzate dello stesso dispositivo, ma in tutti questi casi in cui le dimensioni delle tende sono considerevoli è preferibile l’adozione di una centralina elettrica di controllo. Tra gli aspetti innovativi vi è l’uso di tessuti traforati e microforati. Originariamente utilizzati nella copertura dei cosiddetti Wintergarden, poiché evitano la formazione di pericolose sacche d’acqua su superfici tese, trovano un nuovo campo di impiego nei sistemi di schermatura a tende multistrato studiati per modulare l’ingresso della luce in funzione del periodo dell’anno e dell’esposizione. Il sistema a filtro multiplo è stato, ad esempio, utilizzato in modo diffuso da Renzo Piano nella fondazione Bayler.
Sulla scia dei tessuti microforati sono in fase di sperimentazione anche tessuti in metallo a maglia fitta a fili molto sottili. Questi prodotti, che derivano dalla tecnologia delle reti e delle trine metalliche per i rivestimenti di facciata, uniscono la resistenza e la durabilità del metallo alla flessibilità del tessuto e trovano nuove possibilità di impiego soprattutto negli involucri complessi multistrato.
Sono dunque numerosi ed estremamente eterogenei i campi e le modalità di apllicazione dei sistemi di schermatura leggeri e delle tende. Elementi tutt’altro che accessori che richiedono, soprattutto nel caso di impiego in soluzioni integrate, particolare cura nella predisposizione dell’alloggiamento e nella progettazione di un loro corretto ed efficace funzionamento in sinergia con gli altri elementi del pacchetto di involucro.  

Autore: Jacopo Gaspari