L'involucro dell'Aviva Stadium

L’intera struttura è rivestita esternamente da oltre 19.000 metri quadrati di pannelli in policarbonato trasparente. Le lastre, sagomate per offrire una migliore resistenza alla flessione, sono state curvate a freddo per adattarle all’andamento della superficie di rivestimento.
Il trattamento di lucidatura sul lato esterno e uno strato di protezione che assorbe i raggi UV, oltre ai diversi gradi di opacità che caratterizzano i pannelli, permettono un maggiore controllo dell’irraggiamento solare. La scelta della tipologia della lastra e il conseguente livello di riduzione della quantità di luce che le attraversa, dipendono dal posizionamento e dall’orientamento della lastra stessa nello schema della facciata.
Inoltre, per garantire un livello sufficiente di ventilazione naturale all’interno dello stadio, le lastre sono state montate su supporti orientabili che permettono, in fase di montaggio, la rotazione attorno a due degli assi principali. In questo modo il rivestimento può seguire le curvature della struttura in acciaio sottostante e i pannelli possono essere istallati in configurazioni più o meno aperte, ovvero permeabili all’aria. Le peculiarità dell’involucro e l’attenzione posta alle tematiche dell’irraggiamento e della ventilazione naturale, unite all’ampia serie di accorgimenti adottati per ridurre la quantità di energia consumata dall’edificio, fanno dell’Aviva Stadium un modello virtuoso anche in termini di sostenibilità ambientale.
La trasparenza della facciata e della copertura, massimizzando l’apporto della luce naturale all’interno dello stadio, si traduce in una riduzione dell’energia utilizzata dovuta alla minore necessità di luce artificiale. Nonostante il clima mite dell’Irlanda e le frequenti piogge, il consumo di acqua costituisce per questo tipo di impianti un costo considerevole. Per far fronte alle esigenze di consumo, oltre agli accorgimenti volti ad un risparmio delle risorse idriche a livello impiantistico, è stato elaborato un sistema di raccolta, trattamento e immagazzinamento delle acque piovane, che ne permette il riutilizzo per l’irrigazione del campo da gioco. 

Autore: Michele Tenzon
Pubblicato su Modulo 384/2013

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