Focus: VETRO

L'involucro della Torre di Zaha Hadid a CityLife

Le tensioni contemporanee dell'architetto - la trasparenza, il dinamismo, la mutevolezza - dialogano con i software più raffinati in una rivoluzione della metodologia progettuale che diventa linguaggio.
Il complesso TCB consiste di due parti: una torre di 43 piani e un padiglione commerciale (facente parte anch’esso del progetto Hadid) posto alla base della torre. Il piano interrato comprende garage, locali tecnici e magazzini. La facciata principale è costituita da un involucro vetrato che segue la geometria in torsione dell’edificio. All’interno di questo, due profondi tagli, diametralmente opposti rispetto al nucleo centrale, individuano gli ingressi, mentre dai livelli uffici incorniciano le viste preferenziali della città e del paesaggio. 
La geometria della torre è controllata da funzioni matematiche che mettono in relazione la quota delle diverse piante con la loro rotazione e la scalatura di alcuni valori caratteristici. Le funzioni di scalatura e rotazione hanno un asintoto verticale oltre il 40° livello. I valori sono maggiori alla base e quasi nulli in alto per porre l’accento verticale della torre. La torre ha un impianto tradizionale di nucleo centrale con scale, ascensori, impianti e servizi e corona di pilastri, posti sul bordo del perimetro del solaio, e che seguono l’andamento geometrico della torre. La geometria del nucleo centrale garantisce la massima efficienza sia strutturale sia impiantistica nonché distributiva degli uffici in una stringente logica costruttiva. 
La pelle esterna (un sistema di facciata a celle) definisce la forma dell'edificio ed è costituito da vetri di forma irregolare e non planari. La pelle interna (un sistema di facciate a cellule da pavimento a soffitto) segue una forma sfaccettata a gradoni che approssima la forma fluida esterna della torre. Questa approssimazione della pelle interna permette l’uso di cellule standard, generalmente rettangolari. Ciascuno dei due fianchi è diviso in due parti da una zona caratterizzata da una maggiore curvatura della forma architettonica, dove è richiesto l’impiego di elementi di vetro curvato a caldo. La pelle esterna e la pelle interna sono separati e differenti, sia per geometria che per prestazioni. 
L'involucro edilizio è pertanto una facciata a doppia pelle a ventilazione naturale di tipo esterno-esterno. L’aria entra dal traverso inferiore della pelle esterna ed è libera di circolare nell’intercapedine di piano (in realtà vista la presenza del “cut” l’aria è libera di circolare solo per metà piano). Il giunto orizzontale è stato progettato per assicurare la ventilazione naturale passiva della cavità. Il passaggio dell’aria è permesso attraverso due feritoie poste sul profilo traverso inferiore di ogni cellula.  
La pelle dell’edificio asseconda la geometria solida in torsione che caratterizza la torre. A tal riguardo la facciata esterna si presenta estremamente articolata, mentre quella interna ha una geometria regolare. La pelle interna sfaccettata va da solaio a solaio ed è generalmente realizzata con pannelli rettangolari piani di larghezza costante pari a 1500 mm x 3240 mm, ad eccezione di alcuni pannelli irregolari posizionati nelle zone di raccordo e nelle sezioni di interfaccia con l’involucro opaco. La facciata si presenta generalmente ad ante fisse, tranne 4 cellule apribili per piano (2 per ogni lato), che servono per permettere la manutenzione dell’intercapedine. La posizione delle cellule varia ad ogni piano e le cellule non sono mai allineate sul piano verticale. L’angolo del montante delle cellule della pelle interna è generalmente uniforme (e diverso da 180°) ma esistono alcuni punti di discontinuità in corrispondenza delle zone “snodo”. La larghezza dell’intercapedine cambia al variare dell’inclinazione delle cellule e al variare dell’altezza dell’edificio, da un minimo di 65 cm ad un massimo di 150 cm. 
La pelle esterna seguendo la superficie geometrica in torsione della torre è caratterizzata da cellule di geometria quadrilatera irregolare, di forma diversa al variare della loro posizione, e non ripetibile lungo l’edificio. Per seguire la torsione della torre le cellule di facciata hanno inclinazione verticale sempre diversa, variabile lungo il perimetro della pianta e salendo con l’altezza dell’edificio e formano un angolo sempre diverso l’una con l’altra. I pannelli della pelle esterna nella zona “di snodo” (zona centrale dei due lati in cui viene suddiviso l’edificio) sono stati progettati come pannelli quadrilateri di vetro curvato a caldo (la geometria dell’edificio, infatti, richiedeva una curvatura troppo elevata per questi pannelli, che non poteva essere realizzata con una piegatura a freddo). 
Lo sviluppo del progetto esecutivo della facciata ha seguito i punti cardine con il quale essa è stata concepita nel progetto definitivo per risolverne le criticità e svilupparne una soluzione “ad hoc” in grado di garantire le migliori prestazioni. Per questo lo sviluppo del progetto esecutivo è stato coordinato al fine del raggiungimento i seguenti obiettivi: qualità estetica e funzionale della soluzione; durabilità nel tempo della stessa; rispetto dei requisiti prestazionali previsti a capitolato; rispetto della normativa vigente e degli standard di sicurezza per la posa in opera; rispetto dei requisiti di tutela ambientale nell’uso dei materiali; ottimizzazione delle risorse; velocità e semplicità di posa in opera; rispetto dei requisiti estetici coordinati dalla Direzione Artistica dello Studio Zaha Hadid Architects. Il primo passo verso l’ingegnerizzazione della soluzione è stato compiuto con la scelta della tipologia di piegatura a freddo dei vetri, ma prima ancora di questa, con la verifica della fattibilità di tale soluzione.

Autori: Enrico Sergio Mazzucchelli, Alice Ancillotti 
Pubblicato su Modulo 404/2016