Focus: LEGNO

Legno: compatibilità con altri materiali

Modulo: Basandosi sul suo vissuto personale, quali sono stati i motori (non specificatamente tecnici) e i momenti di cambiamento?
Franco Laner: Il successo dell’impiego di nuovi materiali in edilizia è sicuramente complesso e non sempre legato a prestazioni tecnologiche innovative o a vantaggi economici. Fra i motivi del successo del rinnovato impiego del legno, accanto a questioni di recupero edilizio, metterei la fondamentale idea di negare il legno così come la natura ce lo propone, di ridurlo a fogli, tavole, listelli, schegge, segatura e ricomporlo per ottenere componenti con prestazioni mirati (compensati, pannelli, pannelli truciolati, legno lamellare, microlam, parallam, OSB..). Il legno lamellare, pur essendo stretto parente del legno, si presentò dunque come materiale “ingegnerizzato”, con caratteristiche certe, certificabile, calcolabile, privo dunque dell’aleatorietà che contraddistingue il massiccio.
Certamente, per entrare in un mercato come quello delle costruzioni – conservatore per eccellenza – furono necessarie altre azioni e tra queste la tenacia e la fede di alcuni illuminati imprenditori e di qualche ricercatore. 

Modulo: Come ritiene di essere intervenuto nel cambiamento, in quale misura e secondo quali modalità di averlo influenzato?
Franco Laner: Il legno impone l’umiltà. Spiegare il senso di questa affermazione non è facile: il rapporto con un materiale organico non è mai totale ed ha sempre aspetti di novità e imprevedibilità. Per dire quale sia stato il mio ruolo nell’affermazione del legno e dei suoi derivati nel nostro Paese negli impieghi strutturali devo dunque forzare la regola di base del legno e fare un atto di presunzione. Credo comunque sia stato fondamentale, nella fase iniziale – parlo della metà degli anni settanta – la grande campagna di prove di laboratorio e la pubblicizzazione delle insospettabili caratteristiche di resistenza meccanica.
Contemporaneamente ho cercato interfacci abilità e sinergia con altri materiali, senza mai pretendete che il legno fosse protagonista. Ciò equivalse a sfruttarlo soprattutto per partizioni orizzontali – per quelle verticali meglio il calcestruzzo o il mattone – ed ancora oggi provo fastidio di fronte ad una costruzione totalmente in legno.n altro momento di rilancio è stato senz’altro la proposizione di solai misti legno-calcestruzzo. Nel ’92, col brevetto Llear (RDB/Habitat Legno), fui premiato al Saie. Tale tecnologia costruttiva si diffuse sia nel recupero, sia nel nuovo ed oggi è normale realizzare partizioni irrigidite con l’impiego di connettori, puntiformi o continui, con resine o a secco, con prestazioni del tutto simili agli affermati solai di latero-cemento, ma col legno a vista. Oggi mi accorgo di essere riuscito e di riuscire ad indirizzare i temi di ricerca e di essere ascoltato, anche perché ho scritto molto e partecipato a convegni, seminari e conferenze annuali.   

Pubblicato su Modulo 303/2004