(formazione) LEED. E' presto per un bilancio

Modulo: I progettisti italiani, in generale medio/piccoli, saranno pronti ad affrontare una tal complessità di aspetti? Oppure la diffusione sarà legata a grosse opere e grossi nomi?
Luigi Fusco Girard: L’elevata qualità energetico ambientale degli edifici dovrebbe prescindere dalle dimensioni dell’opera e degli studi professionali cui è affidata la progettazione.
L’essere pronti è cultura, cultura del progetto sostenibile la cui diffusione è sicuramente basata su una capillare attività di formazione/informazione rivolta in primis ai progettisti. In questa fase iniziale, comunque, il processo di certificazione di grandi opere ha un’innegabile valenza dimostrativa, che ritengo fondamentale ai fini della conoscenza e della promozione di strumenti come il LEED tra gli stakeholders. 

Modulo: In questa fase di avvio, con ben pochi edifici ultimati e certificati, con tre competitori sul mercato, con la scarsa attitudine della cultura italiana verso la certificazione in genere, quali gli aspetti positivi e quali le criticità?
Luigi Fusco Girard: La diffusione del sistema LEED nel nostro paese è davvero agli inizi: il manuale LEED Italia è uscito soltanto il 14 aprile 2010 ed è innegabile che la crisi economica globale in atto contribuisca a frenare il ricorso a sistemi di certificazione basati sull’adesione volontaria.

Modulo: Quali le prospettive di diffusione, con che strumenti di comunicazione, anche nell’edilizia pubblica?
Luigi Fusco Girard: Le prospettive di diffusione sono strettamente correlate a molteplici fattori sinergici: formazione/informazione dei professionisti, specializzazione delle imprese di costruzione, coinvolgimento delle aziende produttrici di materiali e componenti per l’edilizia, coinvolgimento del soggetto pubblico. Inoltre, una delle principali barriere alla diffusione di pratiche costruttive ecocompatibili è rappresentata da una generale disinformazione sull’entità dei costi e dei benefici che si traduce in una tendenza, da parte dei produttori, utenti finali e progettisti, a sovrastimare gli extracosti iniziali di investimento e a sottostimare i benefici futuri.
Dunque, ritengo che anche la diffusione di un sistema di certificazione come il LEED, non possa prescindere da una fondamentale attività di networking tra i soggetti/settori interessati e da corrette valutazioni economicho/finanziarie.
L’edilzia pubblica rappresenta un’interessante occasione di sperimentazione e di promozione. Numerose sono le esperienze condotte in questa direzione che dimostrano quanto sia importante il ruolo di promotore del soggetto pubblico soprattutto nelle fasi di avvio ed in particolare poi quando si tratta di strumenti basati sull’adesione volontaria come il LEED.

Modulo: Quali sono i motivi che hanno spinto l’Università di Napoli ad aderire ad un protocollo di matrice straniera?
Luigi Fusco Girard: Il notevole interesse per l’architettura sostenibile ed in particolare l’utilizzo di strumenti per la valutazione della eco-compatibilità degli edifici ha rappresentato, negli ultimi anni, l’elemento distintivo di numerose ricerche svolte nell’ambito del nostro ateneo. Io stesso ho coordinato una ricerca sullo strumento di valutazione LEGEP per l’analisi integrata del ciclo di vita degli edifici con particolare riguardo ai consumi energetici, ai costi, agli impatti ambientali e ho promosso, attraverso attività di studio e progettazione, l’adozione di altri sistemi quali EPIQR, per il recupero della gestione ecosostenibile degli edifici esistenti, ed il Protocollo di Itaca.
Il sistema di certificazione LEED risponde ad un’idea di sostenibilità multidimensionale e integrata, si fonda su un approccio life-cycle, promuove l’innovazione nella progettazione premiando prestazioni esemplari, promuove l’apprezzabilità dei “green building” nel mercato immobiliare, identifica un processo aperto e in continua evoluzione che supera il riferimento a pratiche costruttive standard, partendo invece dalle migliori pratiche esistenti.
Questi sono alcuni dei motivi che ci hanno orientato all’adesione ad un protocollo, il cui respiro internazionale rappresenta, secondo noi, più che un limite, un’importante opportunità di incontro e confronto.
 
Autore: Rodolfo Bianchi
Pubblicato su Modulo 363/2010