(produzione) L'attribuzione di ruolo di tecnico in acustica

Modulo: Parlando di edilizia corrente, quindi non riferendosi all’acustica musicale o teatrale, abbiamo visto che la prestazione acustica sta diventando sempre più importante, non ultimo per le zone d’ombra che lascia la normativa in fieri. Come si configura il mondo professionale in questo senso, qual è l’offerta di certificatori o consulenti?
Alessia Griginis: Il tecnico competente in acustica ambientale è il professionista a cui in genere ci si rivolge per affrontare le problematiche connesse con le prestazioni acustiche all’interno degli edifici di abitazione civile. La figura di tecnico competente in acustica ambientale è istituita all’art. 2, commi 6 e 7 della legge 26 ottobre 1995, n. 447 “Legge quadro sull’inquinamento acustico”, quale figura idonea ad effettuare le misurazioni, verificare l’inottemperanza ai valori definiti dalle vigenti norme, redigere i piani di risanamento acustico, svolgere le relative attività di controllo. La legge stabilisce anche i requisiti per il riconoscimento da parte delle Regioni, inoltre, all’art.9 sacisce che i soggetti che effettuano i controlli devono essere diversi da quelli che svolgono le attività sulle quali deve essere effettuato il controllo stesso.
In riferimento alla Legge Quadro, il DPCM 31/03/98 costituisce l’atto di indirizzo e coordinamento recante criteri generali per l’esercizio dell’attività del tecnico competente in acustica, quindi stabilisce le caratteristiche che deve avere un tecnico competente in attuazione all’art. 6 della legge 447/95. Per diventare tecnico competente in acustica ambientale è necessario essere in possesso del diploma di scuola media superiore ad indirizzo tecnico o del diploma universitario ad indirizzo scientifico e presentare apposita domanda all’assessorato regionale all’ambiente di residenza, corredata da documentazione comprovante l’aver svolto attività, in modo non occasionale, nel campo dell’acustica ambientale da almeno quattro anni per i diplomati e da almeno due anni per i laureati o per i titolati di diploma universitario.
La procedura di presentazione e valutazione delle domande è stabilita dalle singole normative regionali. Nella maggior parte delle regioni viene richiesto di presentare all’ufficio predisposto un elenco di lavori svolti, negli anni precedenti, in affiancamento ad un tecnico competente. In alcune regioni l’aver partecipato a determinate tipologie di corsi di formazione in acustica contribuisce al raggiungimento del punteggio minimo.
La Regione equipara il riconoscimento effettuato da altre regioni e permette, sul proprio territorio, l’esercizio dell’attività di tecnico competente ai possessori dei relativi attestati.
E’ importante sottolineare che nell’ambito del decreto viene specificato che, per la compilazione della domanda, hanno valenza integrativa solo le attività nel campo dell’acustica ambientale in cui rientrano misure in ambiente esterno ed abitativo, unitamente a valutazioni sulla conformità dei valori riscontrati ai limiti di legge ed eventuali progetti di bonifica, proposte di zonizzazione acustica e redazione dei piani di risanamento. Le altre attività in campo acustico non rientrano in quelle dell’acustica ambientale. A tal proposito si fa presente che nell’ambito di un documento del Ministero dell’Ambiente del 18 maggio 1998, in risposta a quello dell’Ordine degli Ingegneri di Livorno, viene spiegato che, salvo indicazioni specifiche riportate in Leggi Regionali o Regolamenti edilizi comunali, le relazioni riguardanti i calcoli previsionali di rispetto dei requisiti acustici passivi degli edifici possono essere redatte a cura di qualunque progettista edile abilitato; le misure in opera devono invece essere eseguite da un tecnico competente in acustica ambientale. Dal quadro legislativo sopra riportato emerge che, a livello giuridico, la figura del tecnico competente in acustica ambientale è molto ben definita così come sono ben delineati gli ambiti rispetto ai quali si richiede la competenza ai professionisti che intendono diventare tecnici. Di fatto, quindi, in questo senso, la legge quadro e i suoi decreti attuativi hanno contribuito a portare ordine in ambito professionale nel quale ad oggi, almeno in termini di tempo, non è così semplice improvvisarsi. Rimane il fatto però che, in questo modo, l’abilitazione a tecnico competente è condizionata esclusivamente dalla dimostrazione di essersi dedicati per un determinato periodo di tempo all’argomento, piuttosto che dall’effettiva conoscenza della materia. Conseguenza di questo aspetto è il fatto che, talvolta, può succedere, per ragioni di diversa natura, che la specializzazione acquisita dal professionista e certificata da una delibera di nomina sia solo di tipo formale e che non corrisponda all’effettiva capacità di affrontare le specifiche problematiche connesse con lo specifico argomento. Ciò può implicare la mancanza di un’adeguata formazione tecnica, nonché l’insorgere di criticità nell’adempimento degli obblighi professionali specialistici. Probabilmente se esistesse un albo dei tecnici competenti in acustica si potrebbe far riferimento ad un codice deontologico preciso. In sua assenza occorre rifarsi ad un concetto dal sapere veramente kantiano e cioè alla correttezza etica di comportamento di ciascuno. Di certo, come in molte altre professioni, anche per quanto riguarda il campo dell’acustica, sono molti i soggetti che possono essere danneggiati dalla mancanza di competenza dei tecnici. Ma di fatto “la giurisprudenza è ferma nel ritenere che l’incarico di redigere un progetto costituisce un’obbligazione di risultato” e che “la carenza dei requisiti acustici passivi, rispetto a quelli minimi imposti dalla normativa o dalle regole dell’arte, costituisce un’adempienza e/o un difetto dell’opera e può originare responsabilità”: pertanto, in riferimento a questi presupposti, si confida nella presa di coscienza e di responsabilità anche da parte dei professionisti tecnici competenti in acustica ambientale.