Pubblicato il 29 gennaio 2013

(produzione) La valutazione del grado di soddisfazione degli occupanti

Modulo: Quali fattori impattano più la soddisfazione degli occupanti in un ufficio: luce, condizione termica, acustica, qualità dell’aria o privacy?
Stefano Schiavon (Assistant Professor presso UC Berkeley): Secondo l’indagine condotta da noi su oltre 351 edifici rumore, acustica e privacy sono i fattori più importanti. I risultati della nostra ricerca dimostrano che le persone preferiscono stare in uffici privati con accesso ad una finestra e quindi con la vista dell’esterno. 

Modulo: In che modo i fattori architettonici possono influenzare il comfort termico degli occupanti di un edificio commerciale?
Stefano Schiavon: Uno dei fattori che maggiormente influenza il comfort termico degli occupanti di un edificio è la temperatura delle superfici. Questa è importante tanto quanto la temperatura dell’aria. Spesso i due parametri coincidono, ma questo non accade quando vengono ad esempio utilizzati sistemi di riscaldamento o di raffrescamento radianti. Un altro parametro che influenza la temperatura superficiale e di conseguenza il comfort termico è la presenza di finestre. Anche se schermate, queste rappresentano una debolezza e la temperatura in presenza del vetro sarà, rispetto alla temperatura dell’aria interna, più fredda in inverno e più calda in estate. Ciò causa inevitabilmente una disomogeneità di temperatura nello spazio abitativo. 

Modulo: In che modo i fattori tecnologici possono influenzare il comfort termico degli occupanti di un edificio commerciale? Qualche esempio contemporaneo?
Stefano Schiavon: Per prima cosa la presenza di sistemi meccanici HVAC diventa sempre più importante tanto più la qualità della progettazione architettonica è scadente. In questo caso, infatti, l’unico modo per raggiungere condizioni di comfort termico è l’utilizzo dei sistemi attivi.
In Europa si prediligono sistemi radianti mentre negli Stati Uniti sistemi a tutt’aria. I principali vantaggi dei sistemi radianti sono l’alta efficienza energetica e un comfort termico leggermente superiore. I sistemi ad aria invece presentano generalmente costi minori e rendono possibile avere un solo sistema istallato che si occupa sia del riscaldamento-raffrescamento che della qualità dell’aria. Il David Brower Center, edificio collocato all’interno del campus Berkeley, ad esempio utilizza sistemi radianti ad attivazione termica della massa per riscaldare e raffrescare l’ambiente. Per quanto riguarda la ventilazione è presente un secondo sistema sotto pavimento che regola la qualità dell’aria attraverso condotti nel massetto. Nel caso invece della Kresge Foundation il sistema per controllare la qualità e la temperatura dell’aria è a tutt’aria. La particolarità di questo sistema risiede nel fatto che l’aria è immessa nell’ambiente molto vicino alle persone, che in questo modo possono manipolare e controllare il diffusore dell’aria, regolando a proprio piacimento il comfort ambientale della loro workstation. 

Modulo: Sono più importanti i fattori architettonici o quelli tecnologici quando si parla di comfort termico?
Stefano Schiavon: Se l’edificio è progettato bene e se le condizioni esterne lo permettono, l’edificio non dovrebbe presentare alcun sistema di riscaldamento, raffrescamento o ventilazione, ma dovrebbe perciò essere totalmente passivo e naturale. Ovviamente, anche in presenza di un ottimo progettista, condizioni climatiche sfavorevoli, come ad esempio la presenza di aria inquinata all’esterno, può comunque precludere la possibilità di avere un edificio ventilato naturalmente. In linea generale posso quindi affermare che gli aspetti architettonici prevalgono su quelli tecnologici