Focus: INVOLUCRO

(produzione) La manutenzione dell’involucro

La continua evoluzione del mondo delle costruzioni, intesa come costante ricerca e sviluppo di materiali, tecnologie, componenti e sistemi per la realizzazione di nuove opere, o la riqualificazione energetico/prestazionale di quelli esistenti, permette ad architetti ed ingegneri di realizzare edifici sempre più sviluppati in altezza, geometricamente articolati e complessi, ad alta efficienza energetica, altamente specializzati ed ottimizzati in base a molteplici destinazioni d’uso. Il raggiungimento di elevate prestazioni dell’edificio, indispensabile per il mantenimento di adeguati livelli di comfort negli ambienti interni, abbinato all’obiettivo della drastica riduzione dei consumi e dell’ “autosufficienza” energetica degli edifici, oltre ad imporre l’utilizzo di sistemi e sub sistemi di facciata e copertura altamente isolati, efficienti e durevoli nel tempo, prevede anche l’integrazione nell’involucro di sistemi in grado di regolare gli apporti solari e di sfruttare fonti di energia rinnovabile. L’integrazione dei sistemi di schermatura e di elementi attivi in facciata (ad esempio collettori solari termici e sistemi fotovoltaici) è oggi divenuta un aspetto fondamentale nelle nuove costruzioni, così come nelle riqualificazioni di edifici esistenti. A fronte di tutto ciò si è palesata la necessità di programmare interventi di manutenzione (ordinaria e straordinaria) di elementi e componenti dell’involucro al fine di mantenere nel tempo e per l’intera vita utile di servizio, oltre alla qualità estetica del costruito, le prestazioni dell’involucro e la massima efficienza degli impianti in esso integrati.
La modalità con la quale accedere in maniera sicura e ottimale ad ogni parte dell’involucro in un edificio è stato un aspetto troppe volte trascurato dagli operatori di settore. Ancora oggi in Italia esiste una certa carenza culturale riguardo alla manutenzione degli edifici, che viene spesso identificata solamente con interventi di tipo straordinario, ignorando quasi del tutto quelli ordinari; ciò a discapito dell’inserimento nella consuetudine della prassi operativa della verifica e del monitoraggio delle condizioni di conservazione delle parti dell’edificio stesso.
In passato, inoltre, la limitata altezza e la semplice geometria degli edifici, l’idea che la pulizia o la manutenzione delle facciate fosse di competenza esclusiva del proprietario dell’immobile ed altri preconcetti privi di fondamento, hanno fatto sì che venisse trascurata nella maggior parte dei casi l’integrazione negli edifici di sistemi in grado di garantire l’accessibilità alle facciate per le operazioni di manutenzione. Oggi, invece, con lo sviluppo di architetture che utilizzano largamente superfici trasparenti e sempre più complesse nelle forme, così come l’uso di materiali particolarmente accattivanti dal punto di vista architettonico (si pensi ad esempio alle facciate continue o a doppia pelle, a quelle retroilluminate oppure a quelle opache costituite/rivestite con pannellature lucide riflettenti o caratterizzate da una articolata lavorazione superficiale, e molte altre ancora), i sistemi per l’accesso e la manutenzione periodica e pulizia delle facciate degli edifici, siano essi di nuova realizzazione o già esistenti, hanno acquisito sempre più importanza, fino a divenire un elemento indispensabile e un valore aggiunto dell’edificio stesso. 

Autori: Enrico Sergio Mazzucchelli, Alberto Stefanazzi
Pubblicato su Modulo 379/2012