Focus: VETRO
Pubblicato il 1 dicembre 2016

Involucro (di vetro) evoluto

L’utilizzo del vetro in architettura ha subito negli ultimi anni un incremento notevole, grazie alla sua trasparenza e all’aspirazione di molti progettisti contemporanei di ridefinire l’idea di una demarcazione netta tra spazi interni ed esterni. Le tendenze dell’architettura contemporanea verso la “smaterializzazione” vedono il vetro quale naturale protagonista: in primis per la sua trasparenza, ma anche per le riflessioni, le distorsioni ottiche, i cambiamenti di colore, la valenza architettonica e l’interazione in modo sempre diverso con l’ambiente circostante. Le origini di queste tendenze si riscontrano a partire dallo sviluppo delle facciate vetrate continue proposte dai maggiori esponenti del movimento moderno negli anni ’20 - ’30, da Mies Van Der Rohe a Walter Gropius, di pari passo con la nascita dei primi grattacieli. Lo scopo era quello di esplorare le potenzialità dell’innovazione tecnologica e di interpretarne le valenze dal punto di vista architettonico. Due esempi significativi dello sviluppo e della sperimentazione di nuovi materiali e nuove tecnologie costruttive di questo periodo sono senza dubbio il Seagram Building di Mies Van Der Rohe, con le sue proporzioni armoniche e l’uso attento di materiali resistenti all’azione del tempo, e il Grattacielo Pirelli di Giò Ponti che, con la tecnica dell’estrusione e la sua morfologia, consentì lo sviluppo di un vero e proprio approccio ingegneristico al progetto.
Oggi sono stati compiuti notevoli progressi nell’offerta tecnologica di prodotti e sistemi rispetto a questi primi esempi, cosicché è stato possibile superare i problemi tecnici delle realizzazioni di allora, combinando elevati livelli di comfort termico degli ambienti interni con l’estensione, spesso preponderante, delle superfici trasparenti.
Se un tempo le superfici destinate all’illuminazione naturale degli ambienti interni degli edifici costituivano infatti solo una limitata parte dell’involucro, oggi la continuità delle superfici e la versatilità di trattamento del vetro offrono nuove potenzialità, ancora solo parzialmente esplorate. Ciò riguarda sia lo spazio architettonico interno, sia l’immagine che l’edificio offre di sé all’esterno, così che nell’opera di alcuni architetti contemporanei la naturale capacità del vetro di modificare il suo aspetto durante il corso della giornata, viene ridefinita anche attraverso l’uso di moduli o immagini stampate sulla superficie vetrata stessa.

Autore: Enrico Sergio Mazzucchelli, Alice Ancillotti
Pubblicato su Modulo 404/2016
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