Focus: SPORT
Pubblicato il 27 marzo 2018

(formazione) Impianti sportivi, il “Pacchetto Sport” della Manovra 2018

La “legge di Bilancio” o “Manovra” del 2018 - legge del 27 dicembre 2017 n. 205, pubblicata in G.U. n. 302 del 29.12.2017, tra le diverse novità e una pletora di bonus fiscali, introduce il cosiddetto “Pacchetto Sport”, contenuto nell'articolo 1 è suddiviso in centinaia di commi.  
Nel suo complesso, il Pacchetto prevede numerose misure in favore dello sport: crediti d'imposta per l'ammodernamento di impianti sportivi pubblici tramite erogazioni liberali e, nello specifico, di alcuni impianti calcistici, oltre alla possibilità di avere società sportive dilettantistiche a scopo di a scopo di lucro e innalzamento a € 10.000 della franchigia IRPEF sui compensi sportivi. 
In questo breve approfondimento, ci soffermeremo sulle ricadute dirette e potenziali sul mondo delle costruzioni. Con una premessa: per tutte le azioni disciplinate innescate dai commi contemplati mancano ancora le disposizioni attuative per l'accesso ai bonus. Esse saranno definite con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concreto con il Ministro dell'economia e delle finanze.  
Al variare del singolo bonus, l'adozione del provvedimento è prevista entro 90 o 120 giorni dal 1° gennaio 2018, data di entrata in vigore della legge di bilancio. 

Commi 363-366 “Bonus Sport”: credito d'imposta per ristrutturare impianti sportivi pubblici  
Sono previste agevolazioni sotto forma di credito di imposta in caso di erogazioni liberali finalizzate al restauro alla ristrutturazione di impianti sportivi pubblici, anche qualora siano destinati ai soggetti concessionari. L'agevolazione è concessa alle erogazioni liberali in denaro fino a € 40.000 effettuate nel corso del 2018. 
Il credito di imposta è pari al 50% delle erogazioni effettuate, nel limite del 3 per mille dei ricavi annui. Detto credito, utilizzabile nel limite complessivo di spesa pari a € 10 milioni, è utilizzabile esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell'IRAP, l'imposta regionale sulle attività produttive.  
I soggetti beneficiari delle erogazioni liberali dovranno effettuare i seguenti adempimenti: 
- Comunicare all'ufficio per lo sport, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l'ammontare delle somme ricevute la loro destinazione; 
- Comunicare all'Ufficio per lo sport lo stato di avanzamento lavori entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello di erogazione e fino all'ultimazione dei lavori di ristrutturazione. 

Comma 352 “Bonus Stadi”: credito d'imposta per ammodernare impianti calcistici 
Il credito destinato ad ammodernare gli stadi di proprietà o in concessione amministrativa, a favore delle società appartenenti alla Lega di serie B, alla Lega Pro e alla Lega nazionale dilettanti (ex serie C e D). Il credito è pari al 12% dell'ammontare degli interventi di ristrutturazione degli impianti realizzati entro il terzo periodo di imposta successivo alla loro attribuzione, fino a un massimo di € 25.000. Il limite di spesa globale cuba € 4 milioni annui, a decorrere dal 2018.  
Dato l'importo contenuto del massimale dell'investimento possibile, la misura tende a fornire interventi di ristrutturazione dei piccoli stati e non certo degli impianti sportivi delle società di Serie A, appunto escluse dal beneficio. In ogni caso si tratta di uno sforzo da sottolineare, viste le già citate pessime condizioni in cui versano purtroppo molti piccoli stadi di provincia.  
Si precisa che il credito è concesso nel rispetto del regolamento UE 14097/2013 del 18.12.2013, relativo agli aiuti de minimis, ossia del meccanismo della mutualità. Tale meccanismo prevede che l'organizzatore di competizioni della Lega di serie A destino è una quota del 10% alle risorse economiche e finanziarie derivanti dai contratti stipulati per la commercializzazione dei diritti audiovisivi allo sviluppo dei settori giovanili delle società, alla formazione all'utilizzo di calciatori convocabili per le squadre nazionali giovanili italiane maschili e femminili e al sostegno degli investimenti per gli impianti sportivi e per lo sviluppo dei centri federali territoriali e delle attività giovanili della Figc. 

Comma 362 “Fondo sport e periferie” 
La manovra 2018 istituzionalizza e rende strutturale il “Fondo sport e periferie”, già istituito dal DL 185/2015 e convertito dalla Legge 9/2016. Dopo i primi 100 milioni stanziati dal Governo Renzi, nel novembre 2017 il Fondo si è arricchito di ulteriori 100 milioni. Il comma in oggetto, in particolare, autorizzata la spesa di € 10 milioni annui attinti dal Fondo, a decorrere dall'anno 2018. 
Il Fondo è finalizzato alla realizzazione e rigenerazione di impianti sportivi agonistici nazionali, localizzati nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane, e al completamento e l'adeguamento di impianti sportivi esistenti, con destinazione all'attività agonistica nazionale e internazionale. Le finalità individuate sono il potenziamento dell'agonismo, lo sviluppo della relativa cultura, la rimozione degli squilibri economico-sociali e l'incremento della sicurezza urbana. 

Il commento del Ministro per lo Sport Luca Lotti 
“Non si tratta solo di trovare fondi per impianti sportivi. Si tratta di costruirli o ristrutturarli contribuendo così, attraverso lo sport, ha un riequilibrio economico e sociale. Perché dove c'è una palestra, dove c'è un palazzetto, un campo da calcio, una pista di atletica, c'è un quartiere, un paese che rinasce”.  
La finalità è quella di “proseguire sulla strada della concretezza dell'azione politica”, puntando “a far crescere le giovani generazioni in modo sano, assicurando loro la possibilità di fare attività fisica, di imparare cosa sia il rispetto reciproco e la solidarietà. Fare sport non è soltanto un divertimento ma è un diritto che va garantito a tutti, partendo da chi ne ha più bisogno, senza lasciare nessuno indietro”. 


Pubblicato su Modulo 411, gennaio/febbraio 2018 

Crediti fotografici: WIP Architecture, Technical, Engineering
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