Pubblicato il 7 marzo 2013

(formazione) Gli impianti negli edifici ipogei

Modulo: Impianti di climatizzazione e di ventilazione: quali caratteristiche per un ambiente ipogeo?
Mario Patrucco: Un ambiente ipogeo con permanenza di persone, con una destinazione d’uso che può essere ufficio piuttosto che spazio pubblico con vario utilizzo, non si differenzia sostanzialmente da qualsiasi altro ambiente con permanenza di persone realizzato in superficie e con uguale destinazione d’uso, purché in entrambi i casi la progettazione comprenda una corretta analisi di rischio. Devono quindi essere garantite quelle condizioni di comfort igrometrico che determinano la vivibilità di questi ambienti. Con riferimento al quadro normativo, bisogna garantire ricambi d’aria adeguati con sistemi di ventilazione ad estrazione forzata o di tipo naturale tramite cavedi che funzionano grazie all’effetto camino, per cui la differenza delle temperature tra interno ed esterno genera la circolazione dell’aria. Non è peraltro sovente possibile fare affidamento esclusivamente a sistemi di areazione naturale, troppo soggetti alle condizioni stagionali, ma occorre affidarsi anche ad impianti di ventilazione meccanizzata.
In particolar modo, negli ambienti ipogei bisogna mantenere bassi i livelli degli inquinanti, che possono essere di tipo chimico o fisico, limitandone anzitutto al minimo le possibili sorgenti di emissione.
Se in condizioni normali gli ambienti sotterranei sono equiparabili ad ambienti di superficie, in condizioni particolari, ad esempio in caso di incendio, l’analisi dei rischi e la gestione delle emergenze devono tenere in considerazione i vincoli ulteriori dovuti ad uno stazionamento a qualche metro sottoterra, che potrebbe causare degli ostacoli in caso di via di fuga. Quindi bisogna prevedere sempre almeno due vie di fuga, in funzione anche dell’articolazione morfologica dell’edificio sotterraneo. Inoltre bisogna sempre evitare che, in caso di incendio, si crei un’inversione dell’andamento dei flussi d’aria sana che devono avere un andamento contrario a quello della fuga, con un controllo delle pressioni interne. Un cambio di flusso provocherebbe l’invasione della via di fuga da parte dei fumi, con compromissione delle possibilità di evacuazione in sicurezza.