(formazione) Illuminazione delle facciate: la ricerca di un difficile equilibrio

Al progetto architettonico viene chiesto di definire l’edificio e la sua funzione attraverso la forma e l’estetica; mentre al progetto illuminotecnico degli esterni, con particolare riferimento alle facciate viene invece chiesta la possibilità di percepire lo spazio e la forma attraverso la luce. La luce nelle città, e non solo quella relativa all'illuminazione stradale, è diventata un'esigenza forte per lo spostamento dei ritmi di vita sempre più slegati al ciclo naturale del giorno e della notte. Quale esempio più “luminoso”, se non lo skyline dei palazzi di New York, insediamento urbano che, per antonomasia, viene considerata “la città che non dorme mai”. Indipendentemente dall'illuminazione delle singole strade, piazze e palazzi, occorre porre attenzione al paesaggio urbano notturno che, così come quello diurno, rappresenta uno degli elementi di connotazione delle città. 
La scelta di mettere in evidenza alcuni elementi di un edificio rispetto ad altri dipende in questo caso da:
- esigenze scenografiche (ad esempio nell'ambito di una determinata manifestazione o evento);
- percezione e gusto estetico e importanza dell’opera nel suo contesto (Il Colosseo a Roma non si illumina come L’Allianz Arena di Monaco di Baviera);
- valore culturale e sociale dell’Opera (La Tour Eiffel a Parigi rappresenta ad ogni ora della notte un punto di riferimento per l’orientamento notturno ed è un opera conosciuta e riconosciuta in tutto il mondo).
Quindi è fondamentale che il light designer prima di scegliere come illuminare un edificio, esegua un accurato studio del paesaggio urbano dai diversi punti di vista.

Autore: Alessandro Prati
Pubblicato su Modulo 358/2010
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