Focus: VETRO
Pubblicato il 19 marzo 2013

Il sistema SSGS di Porta Nuova Garibaldi

Il tipo di facciata utilizzato nel comparto Porta Nuova Garibaldi è denominato SSGS (Structural Sealant Glazing System) in quanto il vetrocamera è sigillato direttamente sul telaio della cellula per mezzo di un silicone strutturale. Questo consente di eliminare il profilo fermavetro esterno che nei sistemi tradizionali incornicia il vetrocamera. Oltre al beneficio estetico si ottiene anche un beneficio termico in quanto si riduce in facciata l’area del telaio, che è quella più sfavorita termicamente, e si aumenta l’area vetrata, caratterizzata da migliori prestazioni termiche. I principali vantaggi della facciata strutturale rispetto ad una tradizionale, a parità di valori prestazionali, possono essere schematicamente riassunti in una maggiore libertà di progettazione in termini di forma e di risultato estetico globale. Essendo il silicone strutturale visibile (per cui se applicato su un vetro chiaro trasparente resta visibile come una cornice di alcuni millimetri di larghezza) si è ricorso alla serigrafia delle lastre vetrate lungo i bordi al fine di nascondere il cordone siliconico. Il processo serigrafico è di tipo a smalto, il quale viene steso su un telaio apposito e fatto depositare, attraverso un filtro a maglie finissime sulla lastra di vetro, riproducendo il disegno voluto. Infine la cottura in forno, normalmente associata al processo di tempra, permette di vetrificare lo smalto. Nonostante i profili della cellula non siano a taglio termico, ossia l’estruso è continuo e non interrotto da barre di materiale isolante rigido, il vetro posizionato davanti al telaio fa sì che l’alluminio non si trovi direttamente esposto all’esterno, ma protetto dal vetrocamera, il quale è anche dotato di un distanziatore cosidetto “ a bordo caldo”. Anche in questo caso la modellazione degli elementi finiti dimostra che la prestazione della facciata è molto buona. La facciata rispetta i requisiti previsti da capitolato di trasmittanza termica pari a Ucw = 1,4 WmqK e isolamento acustico pari a D2m,nt,w = 42 dB oltre alle richieste in merito a tenuta all’acqua, permeabilità all’aria, resistenza al vento e resistenza all’urto che sono state accertate inizialmente tramite la conduzione di un performance mock up in stabilimento.
Per determinare l’azione del vento gravante su ciascuna zona di facciata delle torri è stato eseguito un test in galleria del vento il quale ha messo in evidenza come alcune parti di facciata siano sottoposte ad un’elevata sollecitazione sino a 2 KPa. Il progetto, nonostante sia antecedente alla Circolare dei VVF del marzo 2010, rispetta le indicazioni relative alla resistenza al fuoco delle facciate. A tale scopo è stata progettata una barriera al fuoco di interpiano con resistenza EI 120, equiparabile alla prestazione richiesta al solaio. Per la valutazione è stato effettuato un test di resistenza al fuoco in laboratorio secondo la UNI EN 1634-4 che ha dimostrato l’efficacia della progettazione costruttiva, garantendo il raggiungimento dei requisiti posti alla base del progetto architettonico. La barriera al fuoco orizzontale è completata dallo sprandel verticale (fascia marcapiano) che garantisce una fascia resistente al fuoco di un metro di altezza con prestazioni di tenuta al fuoco ed isolamento termico EI 120 minuti con curva di incendio dall’esterno. In particolare la prestazione è stata raggiunta grazie all’integrazione, sul lato interno dello sprandel, di una doppia protezione in lastre di calcio silicato collegate ad una lamiera di acciaio zincato. 

Autore: Francesco Giovine
Pubblicato su Modulo 382/2013