Pubblicato il 29 gennaio 2013

(formazione) Il fenomeno LEED-Washing

Un’analisi delle opportunità limitazione dei sistemi di certificazioni è stata condotta da Emanuele Naboni e Brian Edwards nel libro “Green Buildings pay: Ecology, Productivity, Design”. Dall’analisi di circa cinquanta casi studio americani ed europei di edifici certificati BREEAM e LEED e con interviste a committenti, progettisti e occupanti sono emersi alcuni spunti di riflessione.
LEED è un sistema di certificazione statunitense, ma oggi diffuso in paesi come l’Italia, che valuta la sostenibilità di un edificio in base ad una serie di parametri quali la sostenibilità del sito, la gestione efficiente delle acque, il consumo energetico e l’atmosfera, i materiali e le risorse, il clima interno. Una delle caratteristiche indubbie del LEED è la sua capacità di affrontare la sostenibilità in termini di business. L’USGBC (United States Green Building Council) afferma che gli edifici “verdi” hanno costi operativi inferiori e una migliore qualità ambientale interna, diventando appetibili ad un gruppo crescente di imprese ed acquirenti. Lo studio “The Economics of Green Building” si basa su un’ampia selezione di dati su edifici commerciali raccolti nel 2009 ed evidenzia come gli edifici LEED presentino affini e prezzi di vendita significativamente superiori a quelli documentati per edifici non certificati.
Alla celebrazione del sistema LEED tra gli operatori edilizi e finanziari, ha contribuito una forte strategia di marketing e USGBC con il supporto della ricerca accademica e del giornalismo, spesso celebrativo del sistema di rating. E’ per tale motivo, per ottenere una placca LEED oro o platino sul loro edificio che molti operatori di mercato sono interessati al potenziale commerciale del sistema di certificazione LEED, piuttosto che ai suoi effettivi benefici ambientali. Questo sta portando al fenomeno del “LEED-Washing” con progetti che impiegano procedure volte ad ottenere un punteggio alto e quindi una certificazione alta.
Per come è strutturato, il sistema a punti tipico del LEED può creare incentivi perversi per progettare attorno alla lista dei crediti disponibili. Spesso accade che quando una soluzione progettuale che garantisce dei punti LEED viene individuata, si tende a ripeterla in altri edifici. Ciò è permesso specialmente per alcuni dei crediti, quelli prescrittivi in particolare. L’analisi di edifici LEED porta quindi inevitabilmente all’individuazione di un minimo comune denominatore, in altre parole ad una serie di soluzioni tecniche, non sempre le più efficaci e sostenibili per lo specifico progetto e contesto, ma ripetute in quanto conducenti a dei crediti. In sintesi così com’è il LEED, sebbene sia meglio dello status quo, non sempre incoraggia una progettazione che va oltre gli schemi e la portata delle sue categorie. Ciò limita le possibilità di esplorazione creativa di nuove soluzioni sostenibili.
Il New York Times Building e il Global Ecology Center a Stanford, in California sono degli edifici che dimostrano come la sostenibilità non abbia bisogno di basarsi sul LEED. Molteplici ragioni, che vanno dal costo alla certificazione, al fatto che il sistema vincola eccessivamente verso determinate soluzioni hanno scoraggiato i team di progettazione ad utilizzare il sistema. In entrambi casi i progettisti hanno sostenuto che l’utilizzo di sistemi innovativi e di soluzioni progettuali altamente performanti non sarebbero state adeguatamente riconosciute e premiate da un sistema in alcuni suoi  crediti prescrittivo e vincolante.
Alla luce dei cambiamenti in atto nella concezione di sostenibilità, la vera domanda è: potrebbe, un edificio che riflette i principi della progettazione rigenerativa, che non solo mira a limitare i danni sull’ambiente ma vuole essere carbon-positive ed in grado di contribuire all’ecosistema e alla comunità locale, essere premiato adeguatamente dal sistema LEED? La risposta è no. Molti aspetti legati alla sostenibilità nel senso più ampio non sono colti dal sistema. USGBC è sempre più attento e sensibile a questi temi e sta lavorando ad un adeguamento del sistema a questi paradigmi emergenti.