Focus: RECUPERO
Pubblicato il 5 maggio 2015

(formazione) Gli edifici storici nel futuro

L'audit energetico è il primo passo utile per verificare l’incidenza percentuale delle dispersioni termiche legate ai singoli componenti edilizi e impiantistici, poiché il calcolo è legato alle condizioni climatiche della zona, alla geometria dell’edificio, all’orientamento dei singoli componenti, alle modalità d’uso. In linea di massima, la logica di intervento deve partire dalla minimizzazione delle perdite per trasmissione e per ventilazione attraverso l’involucro edilizio, per poi agire sugli impianti termici ed elettrici e sull’inserimento di fonti rinnovabili. 
Il progetto nasce da una visione globale delle diverse alternative, cercando di ottimizzare l’azione sui diversi sub-sistemi edilizi e impiantistici e sulle strategie di gestione. Un’attenzione particolare, va posta alla scelta degli interventi in funzione dell’intero ciclo di vita dell’edificio, valutando anche la compatibilità ambientale e i consumi energetici nelle diverse fasi. Criteri di scelta riguardano la “non invasività”, la “reversibilità” e la “compatibilità” rispetto alle caratteristiche e alla valenza storica dell’immobile. “Non invasività” significa minimizzazione dell’impatto visivo, estetico e spaziale dell’intervento rispetto all’immobile storico; “reversibilità” indica la possibilità di ripristinare la situazione di partenza senza modificarne le caratteristiche estetiche, chimiche e fisiche e, infine, “compatibilità” implica la valutazione degli effetti fisici e chimici indotti dalle modifiche sulla materia storica. Infine, nella scelta degli interventi è utile programmare la manutenzione nel corso del tempo, sin dalla fase progettuale, andando a definire la tipologia, le tecniche, gli strumenti e la frequenza delle operazioni da attuare, ponendo attenzione alla facilità di controllo e alla sicurezza degli utenti.

Autore: Elena Lucchi
Pubblicato su Modulo 394/2015