Focus: ANTINCENDIO
Pubblicato il 27 aprile 2018

(formazione) Evacuatori naturali: le novità e le modifiche introdotte dalla UNI EN 12/101

Con il seminario del 12 marzo a Milano UNI, l’Ente Italiano di Normazione, e Zenital, Associazione Italiana dei sistemi di illuminazione e ventilazione naturali e dei sistemi per il controllo di fumo e calore, hanno fatto il punto sull’applicazione della norma UNI EN 12101-2:2004 e valutato l’esperienza in vista dell’applicazione della nuova edizione. 
La nuova edizione della norma, per ridurre le possibili divergenze causate dalle interpretazioni di questa o dalla difficoltà nella taratura delle attrezzature utilizzate, ha introdotto, non modificandone nella sostanza la precedente, tutte le esperienze acquisite durante l’applicazione della prima edizione al fine di migliorare i procedimenti di determinazione delle prestazioni. 

È un incontro che ha lo scopo di fare un passo in avanti rispetto ai sistemi di fumo e calore e l’idea è quella di lanciare un sasso che abbia come prospettiva la crescita di questo mercato” - afferma Luca Marzona, Presidente Zenital - “da più di dieci anni parliamo di qualifica dei sistemi di evacuazione di fumo e calore e di marcature CE, inizialmente tramite la Direttiva sui prodotti da costruzione e oggi con il Regolamento dei prodotti da costruzione. Il percorso è stato lungo e alcune volte anche difficile, è vero che oggi i protagonisti di questo settore ci sono e stanno cercando di collaborare assieme affinché il livello rimanda alto e cresca sempre di più”. 

Nel 1989 viene istituita la prima norma di sistema nel campo dell’evacuazione dei fumi: la UNI 9494, pubblicata sotto la guida del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e già allora una norma avanzata dal punto di vista dei contenuto e dei concetti, perché richiedeva già all’installatore di lasciare un resoconto di prove a seguito dell’installazione di un evacuatore di fumo e calore: dalle istruzioni di funzionamento, alle istruzioni di manutenzione e alla dichiarazione che riguardava il dimensionamento del sistema. 

La norma imponeva, imposizione volontaria se si voleva agire secondo regola d’arte, una regolare manutenzione dell’impianto e i risultati delle operazioni di manutenzione dovevano essere registrati su un libro apposito. Oggi questa norma è stata ampliata e contiene tutta la normativa per l’evacuazione di fumo e calore, le prime due parti sono dedicate alle norme di sistema, la terza tratta del controllo iniziale e della manutenzione dei sistemi e le parti quattro, cinque e sei sono ancora in fase di lavorazione per i prossimi due anni. All’interno della Commissione Tecnica della Protezione Attiva, per la realizzazione di queste norme sa di sistema che di prodotto, vi sono sette gruppi di lavoro, ognuno dedicato a un ambito; il gruppo che si occupa dell’evacuazione dei fumi è gestito da Zenital con coordinatore l’ingegnere Giuseppe Giuffrida, responsabile tecnico Zenital. 

Oggi la numero 9494, che inizialmente era il riferimento per l’evacuazione fumo e calore, è diventata il riferimento normativo in UNI per tutte le norme che riguardano il controllo fumo e calore e ogni sezione riguarda una parte di questo sistema di protezione attiva contro l’incendio. Le ultime parti riguardano norme che sono state messe allo studio per applicare quel colloquio tra aspetto cogente della normativa e aspetto volontario, ha spiegato lo stesso Giuseppe Giuffrida, in quanto vi è il decreto del 3 agosto 2015 che detta un nuovo approccio per la progettazione antincendio e che ha bisogno di norme volontarie per poter rispettare i criteri richiesti dallo stesso. Il sistema di evacuazione fumo e calore è un impianto che non funziona mai, perché se non c’è l’incendio non vi è bisogno di evacuare del fumo, però deve essere sempre pronto a funzionale. L’impianto deve essere studiato e i prodotti devono essere concepiti in modo da poter funzionare in condizioni anche gravose, come quelle dell’incendio stesso, quelle ambientali interne ed esterne e anche quella degli apparecchi legata all’usura che può derivare soprattutto dall’impiego dell’evacuatore di fumo e calore per la ventilazione giornaliera. L’evacuatore deve presentare inoltre un’apertura affidabile in qualsiasi condizione e deve essere tempestiva. Questo riepilogo richiama le prove che sono state effettuate sugli apparecchi per poterne misurare l’efficienza, quindi si ha bisogno di una garanzia su queste prestazioni che si ottiene attraverso la marcatura CE dei prodotti. A sostegno di questo vi è anche il decreto del 5 marzo del 2017, decreto interministeriale, che impone la quantità e la qualità delle prestazioni da dichiarare. 

Nel 2004 l’UNI ha recepito la norma europea, la 12/101 parte 2 del 2003, la quale permetteva di applicare la direttiva sui prodotti da costruzione e che è stata successivamente armonizzata l’1 aprile 2004, rendendo obbligatoria la marcatura CE l’1 settembre 2006. La norma UNI EN 12/101 parte 2 del 2017 è una norma tecnica pubblicata dal CEN, recepita dall’UNI ma non ancora armonizzata, ciò significa che non è riconosciuta per poter per poter fare la marcatura CE, anche se contiene comunque delle informazioni importanti dal punto di vista tecnico. Oggi la marcatura CE per un evacuatore può essere fatta solo secondo quella del 2004.  

Una norma armonizzata è una norma elaborata e pubblicata del CEN; l’armonizzazione è una qualifica di tipo giuridico, che corrisponde alla pubblicazione della norma sulla gazzetta ufficiale europea. La norma armonizzata deve rispondere, sulla base del mandato che viene dato al CEN, ai requisiti essenziali della direttiva attinente, nel nostro caso il Regolamento del prodotto di costruzione e la Sicurezza in caso di incendio. La norma EN viene quindi recepita da tutti i paesi membri per renderla disponibile a livello nazionale e il Paese in cui viene applicata, al momento della prima pubblicazione della norma, ha l’obbligo di ritiro delle norme nazionali vigenti che entrano in contrasto con la stessa. 

Nella norma 2004 è previsto un procedimento semplificato che permette di dichiarare il valore della superficie utile di apertura senza prove e valido soltanto per gli evacuatori posizionati sul tetto. La superficie utile di apertura si ottiene moltiplicando la dimensione geometrica per il coefficiente di efflusso, senza prove la norma permette di utilizzare un coefficiente forfettario di 0,4 se gli apparecchi rispondono a certi criteri di forma e dimensione indicati nella norma. Questa scelta e questa verifica non sono però di responsabilità del produttore e comunque l’ente notificato, che interviene nella marcatura CE, ha il compito di confermare la corrispondenza o meno con i parametri dichiarati. Ad ogni produttore viene lasciata la libertà di fare l’apparecchio di evacuazione come preferisce però in questo caso la superficie utile di apertura sarà misurata piuttosto che dichiarata senza prove con il valore forfettario. 

Nella norma del 2017, invece, è stato introdotto un procedimento semplificato per gli apparecchi installati a parete, dando non solo i vari valori del coefficiente di efflusso in funzione del tipo di apertura e del suo angolo di apertura, sia verso l’interno sia verso l’esterno, ma anche delle condizioni di installazione, che non era previste in quella del 2004. Inoltre, la norma ha modificato uno degli schemi degli evacuatori a tetto per cui era previsto il coefficiente da 0,4, ovvero quello per gli evacuatori installati sui lucernari continui, dove è stato aggiunto un piccolo spoiler che non era previsto nello schema precedente per evitare che sia un ritorno di fumo all’interno in base all’inclinazione del vento. Nella sostanza la nuova norma non ha modificato assolutamente niente, ha soltanto introdotto delle informazioni di tipo scientifico, che permetto di progettare, mettere a punto e tarare l’attrezzatura di prova per garantire i risultati misurati. 


Pubblicato su Modulo 412, Marzo/Aprile 2018
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