(formazione) Eco innovazione. La valorizzazione di scarti e rifiuti

L’ambiente è stato considerato per lungo tempo una risorsa inesauribile, da cui poter trarre benefici senza particolari forme di regolazione e controllo. Di recente è però emersa una maggiore consapevolezza del danno arrecato nel tempo sia dall’intenso sviluppo industriale che dal progredire della cultura dei consumi. Alcune problematiche ambientali come l’esaurimento delle risorse naturali, l‘uso non ottimizzato della materia prima, la scarsa sostenibilità delle filiere produttive, la messa in commercio di prodotti con elevati impatti ambientali non possono più essere trascurate e vanno affrontate con criticità e risolutezza. 
Il tema della razionalizzazione dell’uso di materie prime è nella contemporaneità particolarmente sentito ed è crescente il numero di aziende che si stanno adoperando nell’attuare interventi di riduzione dei consumi di risorse naturali all’interno delle loro filiere produttive. In questa direzione, sono molto interessanti alcuni tentativi di recuperare e riciclare scarti, sottoprodotti della lavorazione e rifiuti pre-consumo (sia della stessa filiera che di altre filiere produttive) all’interno del proprio ciclo produttivo.
Politiche aziendali orientate in questo senso rappresentano degli slanci evidenti verso la volontà di voler produrre prodotti sempre più “green”, (il riciclo è solo un aspetto tra i tanti che possono rendere green un prodotto, tuttavia è uno di quelli più importanti, perché, riguardando il consumo di materie prime, può contribuire a migliorare il profilo ambientale del prodotto finito).Tali politiche sono premianti a livello di mercato (le indagini economiche condotte dall’eco-innovation observatory dimostrano che gli Stati più attenti alla sostenibilità sono quelli in cui le aziende si impegnano maggiormente ad adottare politiche eco-innovative e, dato fondamentale, in questi stati la crisi economica degli ultimi anni è stata avvertita in via molto superfi ciale poiché sono state variate le politiche di investimento e sono stati conquistati mercati ancora vergini). 
A testimonianza del clima favorevole per questi cambiamenti, è possibile citare i risultati di Eurobarometro 367 del Luglio 2013, che stima che il 95% della popolazione europea ritiene che acquistare prodotti “green” sia la cosa giusta da fare per fronteggiare le nuove richieste ambientali, ma la cosa più sorprendente è che gli utilizzatori finali, oltre ad essere disposti a spendere di più per prodotti più rispettosi dell’ambiente, risultano essere molto più attenti anche alle informazioni che vengono loro trasmesse attraverso le varie etichette ambientali. 
L’interesse per la razionalizzazione e la riduzione dell’uso di materie prime è fortemente presente a livello europeo ed è testimoniato dalle numerose iniziative intraprese in questo senso, come per esempio: Eco- Ap che, partendo dal successo delle sperimentazioni condotte all’interno dell’Etap e sulla base dei risultati ottenuti, rappresenta la sua naturale successione come piano di azione per lo sviluppo e la promozione dell’Eco-innovazione nei Paesi membri; Europa 2020 ovvero la strategia decennale per la crescita e l’occupazione che l’Unione Europea ha varato nel 2010, che oltre al superamento della crisi economica vuole colmare le lacune degli attuali modelli di crescita per creare condizioni per una crescita più intelligente, sostenibile e solidale; ed Europa 2050 per la promozione di un modello economico a basse emissioni da raggiungere entro il 2050.

Autori: A. Campioli, M. Lavagna, M. Migliore, I. Oberti, G. Paganin, C. Talamo
Pubblicato su Modulo 391/2014